Abraxas

31 Gennaio Gen 2013 1023 31 gennaio 2013

Un pò di chiarezza

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In questi giorni, tristemente, Napoli è tornata agli onori della cronaca nazionale. Questa volta non per i rifiuti o la camorra, ma a causa di una incredibile situazione: gli autobus urbani si sono fermati per mancanza di carburante.
Ovviamente i cittadini, arrabbiati e inferociti, hanno riversato la loro delusione e la loro denuncia sui social network, sui quali si è registrata una fortissima protesta nei confronti sia dei vertici dell'Azienda napoletana della mobilità e sia dell'Amministrazione comunale. In particolare la delusione è stata manifestata nei confronti del SIndaco, che per la prima volta in quasi due anni ha avvertito vacillare pericolosamente il suo rapporto con l'opinione pubblica.
A questo punto, solo a questo punto, in serata e sui social network, il Sindaco ha dato la sua versione, così riassumibile: sono stato avvertito in ritardo dall'azienda, mi era stato detto che il disservizio sarebbe stato lieve, quando mi sono reso conto che non era così sono intervenuto cercando di trovare qualche soluzione. E in ogni caso, ma questo ritornello giorno dopo giorno diventa meno credibile, è colpa degli sprechi dell'amministrazione precedente.
Sento il bisogno di fare un pò di chiarezza. Nel corso degli anni scorsi, il Sindaco iervolino ha continuamente e costantemente denunciato lo stato difficilissimo delle finanze del Comune, che andava peggiorando per la riduzione progressiva dei trasferimenti dallo Stato e per la contrazione della base contributiva e, conseguentemente, della capacità di riscossione dei tributi. Più volte da Napoli abbiamo spiegato come il federalismo fiscale che si avanzava, avrebbe messo in ginocchio una città fragile, dal punto di vista produttivo, come la nostra. Urla nel silenzio, come quel bellissimo film sul dramma della Cambogia di Pol Pot.
Quando De Magistris si è candidato a Sindaco di Napoli, queste cose doveva saperle. Doveva sapere che non sarebbe stata una passeggiata, con la gente a lanciare fiori dai balconi. Doveva studiarsi le carte, i bilanci, e poi decidere se fare il Sindaco faceva al caso suo, oppure no.Ora è infastidito dal fatto che la gente continua a pensare che "non era petto per lui", ma la colpa è solamente sua.
Seconda considerazione: era giusto lasciargli un pò di tempo di ambientamento e considerare alcuni limiti come derivanti dalla gestione precedente, ma dopo venti mesi questo argomento è patetico. Perfino i suoi sostenitori più accesi cominciano a rendersene conto. il consiglio è quello di fare il sindaco seriamente, sapendo che questo toglierà tempo e spazio alle sue ambizioni politiche; ma se non incapperà più in queste pericolose sviste, la sua immagine ne uscirà rafforzata. Credo che i napoletani vogliano un sindaco, non un ciarlatano da show televisivo o un improbabile capopopolo.
Terza considerazione; se davvero è stato avvertito in ritardo, e non in maniera corretta, dia un segnale azzerando i vertici dell'ANM.
Quarta ed ultima considerazione, questa volta rivolta ai miei amici del Pd. Ora stiamo cominciando a dare addosso a De Magistris ed alla sua ridicola rivoluzione, ma il nostro silenzio e la nostra paura sono colpevoli. Ho sempre avuto l'impressione che ai gruppi dirigenti del PD in fondo non dispiacesse che De Magistris facesse il lavoro sporco di distruggere gli errori,ma anche quanto di buono era stato fatto in precedenza. Abbiamo sbagliato. Abbiamo sbagliato a non difendere i risultati che la città aveva conseguito. Abbiamo fatto prevalere gli interessi particolari su quelli generali, e questi sono errori che un partito finisce per pagare.Abbiamo consentito che si gettasse via il bambino con l'acqua sporca, e per questo le nostre critiche di oggi sono poco credibili, come lo stanno diventando le stantie difese di de Magistris.
La conseguenza è che la città è allo sbando. Ne siamo consapevoli?

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