Abraxas

24 Febbraio Feb 2013 1428 24 febbraio 2013

L'intelligenza emotiva

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Oggi ho incontrato un mio caro amico , un filosofo, studioso in particolare di Maria Zambrano. E della filosofa spagnola, il mio amico, sembra avere lo sguardo incantato, l'intelligenza emotiva, il "sapere delicato".
Siamo andati, come spesso capita la domenica, al cimitero. Io sono un "non credente", mentre lui è cattolico. Eppure è lui che mi accompagna, perché la domenica io vado a trovare mio figlio e mio padre. E nella piccola cappelletta, ci siamo fermati a parlare a lungo, e alla fine della nostra conversazione, mi ha consegnato un foglietto, accompagnato da queste parole : "so che non è un buon momento per te, e ho pensato che questi pochi versi ti saranno di conforto". Lui li ha regalati a me, e io li regalo a chi ha voglia di leggerli:

"un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esiste la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo".

I gusti di Jorge Luisa Borges

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