A.C.A.B. (All Caps Are Bastards)

29 Aprile Apr 2015 1552 29 aprile 2015

Sorrell avverte Netflix. Che sbarca in Italia

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Piccolo. Spazio. Pubblicità. E una cosa dal fascino antico, chiamata profittabilità. Perchè, a ben vedere, vendere la tv non è più così semplice come in passato.

Tuttavia, secondo alcuni analisti il settore varrà circa 750 miliardi di dollari nel 2020. Non esserci, quindi, equivarrebbe a perdere la partita.

Sarà forse anche per questo che nel corso del suo speech alla FT Digital Conference 2015 (che ci ha già regalato l'annuncio della Digital News Initiative, QUI l'articolo di Lettera43), Martin Sorrell, CEO del più grande gruppo di marketing al mondo, WPP, ha avvisato: 'Anche noi produciamo contenuti. Investimano in Vice, in Media Rights Capital (la società produttrice di House of Cards). Stiamo investendo pesantemente nei contenuti'.

Ma, fino a prova contraria, non basta. 'L'ultima volta che ho controllato - ha sottolineato Sorrell - pur avendo Netflix un modello di business molto potente, non ha ancora raggiunto quella cosa dal fascino antico chiamata profittabilità'.

'In queste circostanze - ha concluso Sorrell - Netflix dovrà aumentare i prezzi degli abbonamenti e sappiamo come è andata l'ultima volta [nel 2011 Netflix perse 800mila abbonati, n.d.a.], oppure avere opportunità di ricavo alternative, una delle quali è la pubblicità'.

Intanto, Netflix punterebbe a lanciare il suo servizio di streaming in Italia entro la fine dell'anno, stando a quanto riporta il magazine americano Variety, che nota come tuttavia l’ingresso sul mercato italiano non sarà dei più semplici a causa dei problemi legati alla banda larga.