A.C.A.B. (All Caps Are Bastards)

22 Giugno Giu 2015 0952 22 giugno 2015

To Apple, Love Taylor. To Taylor, Love Apple.

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Alla fine ce l'ha fatta. Gliele ha cantate. E ha vinto. Ecco com'è andata. Taylor Swift, cantautrice americana e tra le donne più influenti al mondo secondo la rivista Time, dopo aver rimosso tutti i suoi album da Spotify, attuale leader del mercato musicale in streaming, si è opposta anche alla decisione di Apple di non corrispondere alcun compenso agli artisti in catalogo per i primi tre mesi di prova gratuita del suo servizio Apple Music. Ha scritto sul suo blog: 'L'ho trovato scioccante, sgradevole e completamente in discontinuità con questa compagnia storicamente progressista e generosa'. 'Queste non sono le lagne di una ragazzina viziata e petulante. Questa è l'eco dei sentimenti di ogni artista, scrittore e produttore nelle mie cerchie sociali preoccupati di parlare in pubblico, perché noi ammiriamo e rispettiamo tanto la Apple. Semplicemente non accettiamo questa decisione'. E poi un pensiero ai giovani cantautori 'che hanno fatto il loro album di debutto e credevano che con le royalties avrebbero potuto pagare i loro debiti'.

E così, non si è fatta attendere la risposta dei vertici dell'azienda americana che, a poco meno di una settimana dal lancio del suo nuovo servizio, ha fatto sapere che va bene, corrisponderà le royalties anche nel periodo di prova gratuita. La partita è molto importante e la posta in palio massima trattandosi della leadership nel mercato musicale in streaming. Apple lo sa e per questo ha deciso di non commettere lo stesso errore commesso da Spotify (LEGGI IL POST SU LETTERA43).