Alexanderplatz

21 Agosto Ago 2012 1019 21 agosto 2012

Gli orsetti di Lukashenko

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Ad Alexander Lukashenko, quello che viene considerato forse con qualche ottimismo l'ultimo dittatore d'Europa, il padre-padrone della Bielorussia, la beffa organizzata a luglio dagli attivisti svedesi non è andata giù. E dopo aver sbattuto fuori dal paese l'intero corpo diplomatico di Stoccolma, ha fatto fuori il proprio ministro degli Esteri, Sergei Martinow. Lukashenko (noto in Italia soprattutto per essere rimasto ignoto all'ex ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ne scoprì l'esistenza dopo una puntata televisiva di Ballarò) non è abituato a rendere conto a nessuno e dunque restano oscure le motivazioni del siluramento di Martinow. Ufficialmente si sa solo che quest'ultimo sarà destinato ad altro incarico e che il suo posto sarà preso da Vladimir Makej, attuale capo dell'ufficio presidenziale.

Gli osservatori internazionali però legano la caduta del ministro alla vicenda degli orsetti piovuti dal cielo della Bielorussia in una estiva giornata di luglio. L'azione, promossa da un gruppo di attivisti dei diritti civili svedese, aveva colto di sorpresa il sistema di sicurezza di Lukashenko. Ricalcando le gesta di Mathias Rust, il giovane pazzoide tedesco che nel 1987 volò con un piccolo Cessna dalla Germania Ovest all'Unione Sovietica, atterrando sulla Piazza Rossa di Mosca e sbertucciando i radar di mezzo Patto di Varsavia, gli attivisti svedesi hanno utilizzato un piccolo aereo da turismo per oltrepassare il confine fra Lituania e Bielorussia e lì lanciare centinaia di orsetti di peluche dotati di mini-paracadute e cartelli inneggianti alla libertà di opinione. Un'azione spettacolare che non cambierà le sorti del popolo bielorusso ma è servita a dimostrare quanto scoperto sia il nervo del loro regime.

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