Alexanderplatz

23 Agosto Ago 2012 2346 23 agosto 2012

Al servizio di Lukashenko

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Se le indiscrezioni  rivelate dal Tagesspiegel verranno confermate, per la Germania si apre un imbarazzante caso diplomatico. Il quotidiano berlinese ha rivelato che dal 2008 al 2011 ben 500 uomini del temuto servizio di sicurezza della Bielorussia sarebbero stati addestrati in Germania dalle forze di polizia tedesche. Tra di essi comparirebbero anche diversi ufficiali. La notizia ha in verità già ricevuto una conferma da un portavoce del ministero degli Interni, di cui il Tagesspiegel non ha fornito l'identità. Si attendono ora dichiarazioni ufficiali da parte del titolare del dicastero.

Gli agenti bielorussi sarebbero stati istruiti anche partecipando ad azioni sul campo della polizia tedesca. In particolare nell'azione di contrasto dei manifestanti che, nel novembre del 2010, scortarono i vagoni contenenti materiale radioattivo proveniente dalla Francia nel deposito atomico di Gorleben: il famoso Castor-Trasporte (qui l'articolo del 6 novembre 2010 sull'avvenimento). Motivazione ufficiale: mostrare ai colleghi di Minsk modalità di gestione trasparenti e pacifiche dell'ordine pubblico per favorire l'adeguamento dei sistemi bielorussi agli standard europei.

Sembra una battuta ma se dovesse esser tutto confermato sarebbe uno smacco per la Germania, che ufficialmente ha sempre mantenuto una dura posizione contro il regime dittatoriale di Alexander Lukashenko. E una beffa per le tante organizzazioni governative e non-profit tedesche che proprio in Bielorussia, con coraggio e discrezione, supportano quel poco di società civile che sfugge al controllo dello Stato. Nel dicembre 2010 la security di Lukashenko si rese protagonista della repressione contro i manifestanti che contestavano nella piazza di Minsk contro i brogli elettorali del regime. Ci furono molti arresti, anche di candidati dei piccoli partiti di opposizione, cui sono seguiti processi con condanne e carcere.

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