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9 Novembre Nov 2012 2305 09 novembre 2012

Reichskristallnacht, l'altro 9 novembre

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Il motivo per cui la Germania riunificata ha istituito la sua festa nazionale il 3 ottobre (giorno in cui la ex Repubblica democratica tedesca si costituì in Länder aderendo così alla Bundesrepublik) e non il 9 novembre (giorno della caduta del Muro di Berlino) è perché nella sua storia c'erano altri 9 novembre, più imbarazzanti. Oggi cade il settantaquattresimo anniversario di quello del 1938, il 9 novembre più brutto, una delle pagine più angoscianti della storia europea.

Fu la notte dei cristalli, la Reichspogromnacht, la notte illuminata dagli incendi delle sinagoge e dei negozi degli ebrei: 267 sinagoge date alle fiamme, 7mila 500 negozi distrutti, centinaia di vittime, 30mila internati nei campi di concentramento di Dachau, Buchenwald e Sachsenhausen. La polizia ricevette l'ordine di non intervenire e i vigili del fuoco badarono soltanto a che il fuoco non attaccasse anche altri edifici

Da qualche tempo a Berlino è tornata a luccicare la cupola dorata della sinagoga di Oranienburger Strasse, nel quartiere Mitte. Nel 2007 è stata restituita all'attività la sinagoga di Rykestrasse, nel quartiere di Prenzlauer Berg. La comunità ebraica è tornata a Berlino e prova - non senza difficoltà - a ridare alla città quella vivacità economica, umana e intellettuale che la dittatura nazista cancellò brutalmente. Quel mondo però non tornerà più, e l'Europa centro-orientale ha pagato, con un impoverimento straordinario della propria cultura, lo sradicamento di una comunità tanto vasta e vivace. Restano, in giro per la Germania e per i paesi dell'Est, tracce isolate di quella umanità, attorno alle quali provano oggi a raccogliersi gli eredi dei pochi sopravvissuti di quella tradizione.

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