Alexanderplatz

1 Marzo Mar 2013 2311 01 marzo 2013

Se questo è un premio Nobel...

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Nell'acceso confronto sul riconoscimento delle coppie gay, che in Polonia sta contrapponendo il premier liberale Donald Tusk (favorevole) a gran parte del mondo politico, compresa buona parte del suo stesso partito (e di cui potete recuperare le coordinate nella seconda parte di questo articolo pubblicato su Lettera43) è intervenuto lo storico leader di Solidarnosc, il movimento sindacale che contribuì a dare la spallata decisiva al regime comunista di Jaruzelsky. Un intervento a gamba tesa. L'indimenticato Lech Walesa, oggi 69enne, che dal 1990 al 1995 è stato anche presidente della nuova Repubblica polacca democratica, ha sostenuto in un'intervista alla tv Tnv24 che «i parlamentari omosessuali dovrebbero sedere nelle ultime file dell'assemblea, possibilmente dietro un muro». Temendo di non essere stato sufficientemente chiaro, ha aggiunto: «I gay devono capire di essere una minoranza, e io non voglio che questa minoranza, con la quale non sono per nulla d'accordo, vada in giro per le strade a turbare i miei figli e i miei nipoti». Lech Walesa, per la sua battaglia contro il comunismo e in favore di un sindacato libero, venne insignito del premio Nobel per la pace nel 1983, sei anni prima della caduta del Muro di Berlino e dei regimi comunisti dell'est europeo. Se questo è un premio Nobel...

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