Alexanderplatz

28 Aprile Apr 2017 0740 28 aprile 2017

L'apparente giorno della marmotta

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Curioso: guardando gli ultimi post pubblicati nel 2013, sembrerebbe che nel frattempo non sia cambiato nulla. Un effetto apparente da "giorno della marmotta". Il pedaggio autostradale, di cui si parlava nell'ultimo post prima della ripresa, è stato approvato solo qualche settimana fa. Lungo cavallo di battaglia della Csu bavarese, il progetto si era scontrato con le resistenze di Bruxelles, che riteneva incompatibile il fatto che fossero solo gli automobilisti stranieri a supportare il fardello. Ora a pagarlo saranno in qualche modo anche i tedeschi, almeno quelli che guidano auto inquinanti, a dispetto delle parole pronunciate solennemente da Angela Merkel nel confronto elettorale Tv di quattro anni fa: "Con me non ci sarà alcun pedaggio", aveva detto. Promesse da cancelliera. L'Austria e altri paesi confinanti si lamentano ancora, Vienna ha annunciato che farà ricorso. Roma non pare essere intervenuta sull'argomento, nonostante l'alto numero di automobilisti italiani che viaggiano, non solo d'estate, sulle Autobahn tedesche. Il bollino arriverà comunque solo fra qualche anno e diversi istituti economici che hanno fatto i conti ritengono che gli introiti serviranno più che altro ad alimentare la gestione burocratica del balzello. I soldi per rinnovare le autostrade dovranno essere trovati altrove.


A proposito di auto inquinanti, già quattro anni fa la cancelliera tedesca si mobilitava in difesa dei livelli di emissioni di gas delle auto tedesche, e oggi Volkswagen e Audi ancora lottano per contenere i danni economici e d'immagine del dieselgate, mentre governo e Bundestag si oppongono alle regole più restrittive volute da Bruxelles, nonostante i buoni propositi annunciati nella fase calda dello scandalo Vw. E sul piano politico si parlava di Grosse Koalition: e, alla vigilia di nuove elezioni, la Germania pare condannata ancora una volta a un'eterna Grosse Koalition.

E invece l'impressione è solo apparente, perché in questo lasso di tempo è cambiato tutto: Merkel va incontro alla più difficile campagna elettorale della sua stagione politica e un cancelliere socialdemocratico potrebbe dall'autunno guidare una nuova Grosse Koalition o un governo social-liberale o addirittura di sinistra. E poi. L'Europa centrale è stata coinvolta dal fenomeno migratorio, fino a qualche anno fa confinato alle nazioni europee del Sud: ne ha modificato il dibattito politico, ha fatto emergere storie solidali di accoglienza ma anche di razzismi e chiusure, ha capovolto alleanze politiche, ha fornito slancio a forze populiste e nazionaliste. La Brexit ha aperto una breccia attraverso cui potrebbero sfilarsi altre nazioni, in una fase in cui l'Ue ha perduto capacità di attrazione. L'impoverimento del ceto medio nei paesi industrializzati d'occidente produce ansie che corrodono i principi base delle nostre democrazie. È davvero un altro mondo, in realtà, anche se ogni tanto fa capolino la testa della marmotta.

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