Alexanderplatz

8 Maggio Mag 2017 2144 08 maggio 2017

Europa, è finito il boom dei populisti (nazionalisti)?

  • ...

L'attenzione dei commentatori in Europa è naturalmente ancora concentrata prevalentemente sulla Francia. Qui, anche per ragioni geografiche, torniamo invece sul voto regionale in Schleswig-Holstein, Germania, per completare l'analisi a caldo di ieri e per azzardare qualche spunto più generale in relazione alle più recenti tendenze elettorali. Tanto più che queste elezioni regionali tedesche (tre in questo 2017, nel Saarland lo scorso mese, in Schleswig-Holstein ieri e in Nordreno-Vestfalia domenica prossima) si inseriscono nel cosiddetto "anno elettorale" che si concluderà il 24 settembre con il voto federale per il nuovo governo e il nuovo cancelliere.

Rispetto a ieri vanno aggiunti alcuni dati, emersi dalle urne di Kiel (il capoluogo dello Schleswig-Holstein). Questa tornata di elezioni regionali segnala il riassorbimento del fenomeno dei Pirati, il partito anti sistema in parte libertario, legato a tematiche legate alla rivoluzione digitale e ai riflessi sulla democrazia, a un tempo populista e contestatario. Quel voto - che in alcuni Länder aveva superato il 10% - sembra in parte ritornare nell'area degli astenuti, in parte confluire nell'Fdp, i liberali che tornano a rivedere la possibilità di entrare nel Bundestag. Per ora, grazie anche a un carismatico leader locale, hanno clamorosamente riconquistato il parlamentino dello Schleswig-Holstein superando l'11%. Fino a qualche mese fa lottavano ovunque per la mera sopravvivenza.

Ma il dato più generalizzabile è quello che riguarda Afd, Alternative für Deutschland, il partito della destra populista (come lo chiamano i media) che forse andrebbe più propriamente definito come un partito nazionalista. Come in fondo è il Front National oggi, un partito che riversa in una matrice nazionalista - antiglobalizzazione - la sua indubbia matrice sociale: France d'abord come America first. Solo Deutschland über alles non funziona, fortunatamente, per ragioni storiche ma anche per ragioni contingenti politiche.

In Germania la rielaborazione del passato ha creato anticorpi robusti e oggi i partiti tradizionali continuano a reggere, nonostante le difficoltà, l'affondo della delusione per la politica (in tedesco, Politikverdrossenheit). Sembra anche reggere l'ondata di rigetto per la politica di accoglienza voluta da Angela Merkel e accompagnata da socialdemocratici e verdi, negli ultimi mesi attenuatasi assieme al brusco calo degli arrivi dei profughi. Il risorgente nazionalismo tedesco era alimentato soprattutto dall'impatto dei profughi, non aveva radici nella società e non ha saputo ricrearle: il passato è un macigno difficile da scostare. Passata l'emergenza è emerso un partito (l'Afd) alimentato da risentimenti, rivalità interne e lotte per il potere. Sono lontani i risultati a doppia cifra dello scorso anno. Il 5,5% raccolto nello Schleswig-Holstein è il punto più basso degli ultimi mesi. Oltre questo c'è solo il fallimento del 5% alle elezioni del Bundestag: una sconfitta possibile che solo pochi mesi fa nessuno avrebbe ipotizzato.

Correlati