Alexanderplatz

14 Maggio Mag 2017 1549 14 maggio 2017

Eurovision 2017, la rivincita della tollerante Kiev

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Finito l'Eurovision restano la melodia dolce, quasi simile a un soffio di Fado, del vincitore portoghese, la delusione per la scimmia mancata di pur bravo Francesco Gabbani e la sorpresa di Kiev. Le valutazioni musicali le lasciamo a blogger più competenti in materia, qui spendiamo qualche osservazione su Kiev e sull'immagine offerta dalla nuova Ucraina uscita (non del tutto, come dimostra questo bel reportage fotografico dal Donbass di Lettera 43) da anni di guerra.

Questa volta (a differenza di quanto accaduto con il campionato europeo di calcio del 2012) l'Ucraina ha dato attraverso la sua capitale un'immagine fortemente europea, allegra, colorata e tollerante. Lo slogan sulle diversità che ha accompagnato lo spettacolo musicale si è davvero tradotto nell'esperienza di quanti vi hanno partecipato, artisti e spettatori. Tutti si sono mossi liberamente in una città aperta e curiosa, e in un'atmosfera completamente diversa da quella compassata e sospettosa che aveva dominato, ad esempio, l'edizione moscovita di otto anni fa. E proprio nel confronto con la Mosca machista e omofoba (almeno quella ufficiale), Kiev si è conquistata quella patente europea che forse vale poco sul piano geopolitico, ma conta ancora qualche cosa quando in gioco ci sono i valori di una società aperta e, per questo, tollerante.

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