Alexanderplatz

26 Giugno Giu 2017 2036 26 giugno 2017

Schulz attacca Merkel, ma ha pochi spazi d'azione

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Costretto a rincorrere Angela Merkel, tornata a primeggiare in tutti i sondaggi di voto (la Cdu ha circa 15 punti di vantaggio), Martin Schulz ha deciso di dare una scossa alla sua campagna elettorale, introducendo toni più aggressivi. E nel congresso straordinario di Dortmund di ieri, nel quale l'Spd ha presentato il suo programma elettorale, ha attaccato frontalmente la cancelliera, accusandola tra l'altro di "attentare alla democrazia", perpetrando una "smobilitazione asimmetrica". La Cdu non propone nulla, si affida al marchio Merkel che è quello di un politico che non prende posizioni nette, anestetizzando elettori e dibattito politico.

La virata aggressiva non sorprende: a tre mesi esatti dal voto, Schulz deve inventarsi qualcosa per galvanizzare i suoi e cercare di ricreare quel clima di entusiasmo che all'indomani della sua candidatura aveva fatto credere che la vittoria fosse possibile. Le proposte di programma, scadenzate già nei giorni precedenti al congresso, non sembrano smuovere gli elettori che, in tempi di incertezza globale, sono tornati a fidarsi della forza tranquilla di Merkel.

Ma c'è anche un fattore politico che rende difficile la rimonta di Schulz e che viene ben illustrato in un commento di Die Zeit. Ed è legato alla modernizzazione della Cdu oparata da Merkel nei suoi 17 anni di guida del partito. Quello che alcuni suoi critici dell'ala conservatrice hanno bollato come "socialdemocratizzazione della Cdu" è stato invece un processo che ha rivoltato come un calzino il vecchio partito di Kohl, trasformandolo da tradizionale forza conservatrice a moderno partito centrista. E assorbendo temi un tempo di esclusiva competenza delle forze moderate della sinistra: sui diritti civili, nel campo sociale e su temi ambientali ed energetici. Questo ha scoperto la Cdu sul versante di destra, come si è visto nei momenti caldi della crisi dei profughi, ma le ha permesso di ridurre i campi di attacco da parte del competitore storico, l'Spd. E sono proprio quei campi che oggi mancano a Martin Schulz, come ieri mancavano a Frank-Walter Steinmeier o Peer Steinbrück, gli avversari delle elezioni precedenti.

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