Alexanderplatz

17 Settembre Set 2017 1140 17 settembre 2017

Vade retro Weidmann!

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Va bene un tedesco come successore di Mario Draghi ma non Jens Weidmann. Sarebbe stata questa, secondo quanto riferisce lo Spiegel, la risposta di Parigi e Roma al giro di sondaggi effettuato da rappresentanti del ministero delle Finanze tedesco sul nome dell'attuale capo della Bundesbank. Il successore di Draghi alla guida della Bce dovrà essere scelto entro ottobre 2019 ma le manovre sono già iniziate e Berlino punta le sue carte su Weidmann, considerato nella voliera della Bce un falco e un critico della politica ultra espansiva di Draghi.

Secondo Spiegel, quello che gli sherpa di Wolfgang Schäuble hanno ascoltato nelle capitali di Francia e Italia è stata un'apertura nei confronti di un presidente tedesco ma una netta chiusura sul nome di Weidmann, arrivato alla guida della Bce dopo un esperienza di consigliere economico di Angela Merkel. Il timore di quelli che il settimanale chiama "Südländer" ("paesi del Sud", definizione almeno per la Francia geograficamente azzardata) è che sotto la guida di Weidmann sarebbe impossibile una gestione flessibile e pragmatica delle crisi politiche, come invece avvenuto con Draghi. Il governo tedesco, invece, intenderebbe tirar dritto, prosegue lo Spiegel: "Abbiamo un candidato qualificato ed è Weidmann", è quanto riferito testualmente da ambienti governativi.

Nel frattempo, lo stesso settimanale pubblica nella sua edizione online un elogio di Mario Draghi, piuttosto inconsueto sulla stampa tedesca, nel quale l'autore Henrik Müller individua proprio nella spinta espansionista impressa da Draghi per fronteggiare la crisi dell'euro uno dei tre motori del successo economico tedesco, che oggi consente ad Angela Merkel di affrontare con rilassatezza le sue quarte elezioni politiche. Müller sostiene che la cancelliera dovrebbe ringreaziare Draghi per la sua politica, dopo Gerhard Schröder per le riforme di welfare e mercato del lavoro e la Cina per il boom dell'export tedesco. E conclude: a Merkel non è possibile intestare alcuna riforma di rilievo ma la sua stagione è stata segnata da contingenze fortunate. La cancelliera viene rappresentata come una manager di crisi ma in realtà le soluzioni le hanno sempre portate altri.

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