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22 Settembre Set 2017 1444 22 settembre 2017

Germania: elettori a destra, partiti a sinistra

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"Perché il Paese scivola a destra invece che a sinistra?", si chiedeva con preoccupazione una settimana fa il settimanale progressista Die Zeit, riferendosi all'impressione maturata nel corso della campagna elettorale in Germania. Ma se gli elettori scivolano a destra, ad andare a sinistra ci pensano i partiti. Con l'eccezione dei Verdi, negli ultimi 15 anni i programmi di tutti i partiti politici tedeschi hanno subito uno slittamento a sinistra (Linksrutsch).

Lo rivela un'analisi condotta dalla tv pubblica bavarese Bayerischer Rundfunk (BR), che ha adottato ed esteso a oggi lo studio comparato Manifesto Project (finanziato dalla Scocietà di ricerca tedesca Dfg e sviluppato dal Centro scientifico di Berlino Wzb) che utilizza algoritmi per classificare i programmi dei partiti politici. Un'analisi, avvertono gli esperti della tv bavarese, che pur con limiti da tenere in considerazione (ad esempio la valutazione approssimativa dei programmi dei nazional-populisti di Afd, problema comune a tutte le formazioni populiste o l'efficacia ancora oggi di un clivage sinistra/destra) mostra il risultato di uno smottamento a sinistra della proposta politica in Germania.

Come dimostra il grafico che riprendiamo proprio da BR, con l'eccezione degli ecologisti tutti gli altri partiti tedeschi che secondo i sondaggi entreranno nel Bundestag domenica sera hanno spostato a sinistra il loro baricentro programmatico (compresa Afd, i cui dati però come detto sono viziati dalla difficoltà del metodo degli algoritmi di classificare con correttezza le proposte elettorali).

Emergono così visivamente alcune tendenze descritte nelle cronache politiche di questi ultimi tre lustri: la socialdemocratizzazione della Cdu sotto Angela Merkel, il riposizionamento a sinistra dell'Spd nel tentativo di sconfessare le riforme schröderiane di Agenda 2010, la sterzata progressista impressa in parte all'Fdp dal nuovo presidente Christian Lindner, così come il processo inverso dei Verdi portati su posizioni moderate e più centriste dalla componente dei pragmatici del presidente del Baden-Württemberg Winfried Kretschman e da Cem Özdemir. È rimasta orgogliosamente e ideologicamente a sinistra la Linke mentre, come ribadito dagli autori, restano inaffidabili i dati sul posizionamento di Afd.

L'analisi di questi dati fornisce anche due ulteriori spunti. Il primo: se aumenta la domanda elettorale di destra ma tutti i partiti scivolano programmaticamente a sinistra, non può sorprendere che faccia il pieno di quei voti una forza di estrema destra nazional-populista come Afd. Quanto questa domanda sia davvero cresciuta lo sapremo con certezza soltanto a urne aperte. Il secondo: con lo spostamento a sinistra di Cdu e Fdp e a destra dei Verdi, la distanza fra i tre partiti che potrebbero formare l'inedita coalizione Jamaika appare programmaticamente molto ridotta. E siccome questa appare secondo i sondaggi l'unica alternativa percorribile alla Grosse Koalition, non è detto che le trattative che potrebbero aprirsi, per quanto difficili, siano destinate a fallire.

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