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8 Luglio Lug 2014 1102 08 luglio 2014

Un grafico mette in crisi la teoria consolidata dell'aumento della temperatura media del pianeta come conseguenza dell'effetto serra

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Primavera molto piovosa, un giugno per niente caldo ed un luglio che ha iniziato molto male, climaticamente parlando, con una variabilità ancora elevata per il periodo. Questo è già sufficiente per molte persone per cominciare a porsi domande sull'atteso super riscaldamento del pianeta in seguito all'aumento progressivo della quantità di anidride carbonica che la nostra società post industriale continua a riversare in atmosfera con ritmi incessanti. Habibullo Ismailovich Abdussamatov è uno scienziato e astrofisico russo che lavora presso l'Osservatorio di Pulkovo di San Pietroburgo molto noto negli ambienti scientifici per aver da sempre respinto le tesi della maggioranza degli scienziati sul riscaldamento globale del pianeta.Abdussamatov sostiene che il riscaldamento globale viene causato da un livello molto alto di radiazione solare, coincidente con la comparsa e l'aumento ciclico delle macchie sulla superficie del Sole. Ciò avrebbe determinato una crescita dell'intensità delle radiazioni emesse, dalla fine del XIX secolo all'inizio del XXI, che ha comportato temperature sempre più alte. Questa teoria trova conferme indirette ma significative analizzando il comportamento parallelo del pianeta Marte dove al comparire delle macchie solari sulla superficie del Sole si avrebbe un aumento delle temperature come su tutti i pianeti del Sistema solare.

Sulla Terra inoltre, l'anidride carbonica si troverebbe non solo nell’atmosfera ma, per la maggior parte, disciolta negli oceani. La solubilità della CO2 nell’acqua diminuirebbe al salire delle temperature, col conseguente rilascio di una quantità maggiore nell’atmosfera. Al contrario, nei periodi di raffreddamento, le acque assorbirebbero maggiori quantità di anidride carbonica, sottraendola all’atmosfera e provocando una diminuzione dell’effetto serra. La concentrazione di CO2 nell’atmosfera sarebbe perciò una conseguenza del riscaldamento terrestre, e non la sua causa. L’analisi dei ghiacci polari,capace di risalire indietro di milioni di anni , mostrerebbe che la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera segue l’aumento di temperatura con un ritardo di 400-800 anni. Durante i cicli glaciali/interglaciali i picchi di concentrazione dell’anidride carbonica non avrebbero mai preceduto, ma invece seguito i periodi di riscaldamento. Abdussamatov afferma che “la CO2 rilasciata dalle attività umane ha un influsso irrilevante sui cambiamenti climatici, i quali non si accordano temporalmente con i cambiamenti avvenuti nelle emissioni umane. Nel periodo che va dal 1940 al 1975 ci fu un boom della produzione industriale con aumento di emissioni di CO2 nell'ambiente, ma a questo non corrispose un aumento, bensì una diminuzione delle temperature reali.'

Nei primi mesi del 2012, Abdussamatov ha predetto una nuova 'piccola era glaciale', con inizio nel 2014 e fine nel 2070, in cui il picco negativo verrà raggiunto nel 2055. E questo grafico sembra già confermare in parte questa predizione .Esso mostra le anomalie termiche media mensili a partire dal 1958 misurate con l’ausilio dei satelliti ,si vede chiaramente la crescita della temperatura a partire dalla metà degli anni ’70 fino ai primi anni 2000 e una successiva stazionarietà o addirittura leggero calo.

Quindi intanto scherzosamente diciamo: ' prepariamo i cappotti '.