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19 Agosto Ago 2014 1017 19 agosto 2014

Decodifichiamo il prezioso invito del Papa

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'Dove c'è un'aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l'aggressore ingiusto, sottolineo il verbo fermare, non bombardare o fare la guerra'. Questo è uno stralcio del discorso che il Papa ha fatto rispondendo ad una domanda sui bombardamenti Usa in Iraq mentre il Boing 777-200 della Korean Air lines lo riportava a Roma dopo il suo viaggio in Corea del Sud. Una frase importante , ricca di suggestioni etico-morali che sottolineano la volontà del Sommo Pontefice di riportare con fermezza la riflessione su un mondo che sembra continuare sempre più ad usare lo strumento della guerra invece di quello del dialogo ('...qui siamo in guerra , è una III guerra mondiale ma a pezzi').

Seul: un milione di persone per la beatificazione di 124 coreani (15 agosto 2014).

Mi sembra però una novità il suo invito a provvedere a fermare l'aggressore ingiusto ( in Iraq rischiano il genocidio oltre 100.000 cristiani ) seppure senza usare la violenza della guerra.Nasce spontanea allora la domanda : come si ferma un aggressore 'armato fino ai denti ' e che magari non ha nessuna intenzione di ascoltare discorsi di alcun tipo e mette in breve tempo in pericolo la vita e l'incolumità fisica e morale di milioni di persone ? Se continuando i possibili interventi della ricerca di dialogo oppure le eventuali pressioni di natura commerciale non vengono raggiunti in breve dei risultati è giusto condannare a sicura morte così tanti innocenti ? Tutti quanti siamo sollecitati dall'invito del Papa a ricercare una soluzione ' pratica ' e realizzabile in breve a queste perplessità che immediatamente ci poniamo. In un mondo dove l'accumulo del capitale è alla base di tutti i disegni strategici di singoli uomini e nazioni , la soluzione a questo terribile problema può trovare una risposta solo all'interno di questi grandi e diffusi meccanismi di capitalismo selvaggio. Esiste dalla fine della seconda guerra mondiale l'ONU e gli articoli 1 e 2 dello Statuto delle Nazioni Unite riassumono gli scopi e i principi che l'organizzazione internazionale si è prefissata:

mantenere la pace e la sicurezza internazionale;promuovere la soluzione delle controversie internazionali e risolvere pacificamente le situazioni che potrebbero portare ad una rottura della pace;sviluppare le relazioni amichevoli tra le nazioni sulla base del rispetto del principio di uguaglianza tra gli Stati e l'autodeterminazione dei popoli;promuovere la cooperazione economica e sociale;promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali a vantaggio di tutti gli individui;promuovere il disarmo e la disciplina degli armamenti;promuovere il rispetto per il diritto internazionale e incoraggiarne lo sviluppo progressivo e la sua codificazione.

Chiaramente contengono tutte le risposte per la realizzazione dell'invito del Papa , quindi la guerra può essere definita come risultante di un'anomala applicazione degli articoli 1 e 2 dello Statuto delle Nazioni Unite.Ricapitolando quindi le cause delle guerre risiedono in queste due anomalie : il capitalismo selvaggio ed il mancato funzionamento dell'ONU .Sembrerebbe così di essere già sulla buona strada per iniziare a studiare i possibili correttivi ,ma vi è ancora oggi ( anni duemila ) un caso anomalo di grande scontro tra i popoli e le nazioni : la religione ! Basta pensare alle Crociate , ai conflitti tra protestanti e cattolici che lacerarono l'Europa tra il 16° e il 17° secolo,per arrivare in tempi più recenti a tutti gli episodi di terrorismo e violenza gratuita connessi con il progetto espansionistico dell'integralismo islamico.Qui mi arrendo .

Non ho la competenza per analizzare , proseguire ed interpretare . Aspetto con apprensione ulteriori e chiare parole di Sua Santità.