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11 Settembre Set 2014 0859 11 settembre 2014

Voglia d’Europa e voglia di separatismo

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Pensando alla geopolitica europea si percepisce immediatamente un aspetto interessante: sono presenti tre movimenti tra loro contrastanti e contraddittori che fanno somigliare l’Europa alla tela di Penelope che di giorno veniva costruita per essere distrutta di notte. Un movimento lo identifichiamo nella forza unificatrice della UE che cerca di allargarsi sempre più nel continente europeo incontrando talvolta forti resistenze , come nel caso della Russia , che cerca di ostacolare l’ingresso dell’Ucraina , gli altri due opposti movimenti hanno invece un comune carattere separatista.

Uno di questi sta spingendo molte minoranze etniche presenti in diversi paesi a chiedere l’indipendenza dalla propria nazione di appartenenza. Esistono movimenti separatisti in Spagna ( la Catalogna ) in Gran Bretagna (la Scozia ), in Francia ( la Corsica ), in Belgio (tra francofoni e fiamminghi), in Slovacchia e Romania ( tra le minoranze ungheresi ) ed anche in Italia ( il Veneto) .Alcuni di questi sembrano essere addirittura alla fase conclusiva , per esempio la Scozia è chiamata alle urne il 18 settembre per un referendum finale ed anche in Catalogna cresce l’attesa per la Diada , la festa nazionale dell’11 settembre , che sembra potere diventare una grande manifestazione di massa indipendentista .

L’altro movimento separatista serpeggia in seno a molte nazioni già facenti parte della UE , ma che in seguito alla crisi economica pensano di risolvere meglio i propri problemi uscendo dalla moneta e dagli accordi economici comunitari. Forse la cinetica di questo strano “tira e molla” non potrà mai del tutto essere azzerata ma l’obbiettivo finale è solo un equilibrio dinamico tra queste forze contrapposte raggiungibile sottolineando nei popoli il naturale desiderio di conservare e rivalutare il proprio parco etnico-culturale ma nel contempo cercando protezione e sviluppo nell’ambito di larghe alleanze politiche ,economiche e militari. L’attuale vicenda della Crimea e dell’Ucraina insegnano !