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27 Settembre Set 2014 0934 27 settembre 2014

E' l'ora di schierarsi

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La drammatica , violenta ed antistorica vicenda Isis potrebbe porre le basi di una contrapposizione religiosa (musulmani contro cristiani) che sarebbe la vera “iattura” dell’intera civiltà umana impegnata ormai nel raggiungimento di una multi-etnicità conseguenza inarrestabile dei progressi tecnologici che hanno permesso e permetteranno sempre di più all’uomo spostamenti rapidi in ogni angolo del pianeta ed una comunicazione immediata per mezzo di internet. Questo non deve avvenire perciò è necessario, oltre agli interventi aerei per bombardare i pozzi e le raffinerie che alimentano economicamente il califfato del terrore, un atteggiamento chiarissimo di condanna incondizionato da parte di tutti . E per tutti intendo qualunque nazione del mondo e qualunque organizzazione religiosa espressione di ogni confessione. Questo vuole dire schierarsi, cioè dichiarare chiaramente a tutti il proprio modo di interpretare questo “ modus operandi “ dell’Isis che sembra avere come obbiettivo prioritario quello della lotta agli infedeli .

Ma la parola infedele significa letteralmente ‘colui che non rispetta la fede data e i vincoli contratti ‘ ovviamente prendendo come punto di partenza qualunque fede . Ed allora ha un immenso significato storico, culturale e strategico la manifestazione che ieri si è svolta a Parigi davanti alla Grande Moschea con bandiere a lutto, musulmani in piazza e marce silenziose per rendere omaggio a Hervé Gourdel, l'ex ostaggio francese brutalmente decapitato dall'ala algerina dell'Isis. 'Noi, musulmani di Francia, diciamo stop alla barbarie', ha detto il presidente del Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), Dalil Boubakeur . 'Questa manifestazione - ha detto l'uomo che rappresenta i quasi 5 milioni di musulmani di Francia - è l'espressione forte e viva della nostra volontà di unità nazionale e l'incrollabile voglia di vivere insieme'. Ma non è mancata anche la fondamentale spiegazione di carattere religioso che è venuta con un’intervista ANSA ad uno degli Imam della Grande Moschea il quale ha affermato che oggi più che mai c'è 'bisogno di pace, tolleranza, capacità di vivere insieme'. I jihadisti dello Stato islamico sono 'agli antipodi' dei precetti dell'Islam, ha continuato l'Imam, aggiungendo: 'Il Profeta dice che non possiamo toccare nemmeno un albero, che non possiamo schiacciare neanche una formica. Figuriamoci se si possa soltanto concepire di decapitare un essere umano”.

Parole che sono perfettamente condivisibili da esponenti di qualunque altro tipo di religione ! Cristiani in testa , ovviamente . Ed allora quale è il vero obbiettivo dell’Isis ?