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1 Ottobre Ott 2014 1142 01 ottobre 2014

E’ giusto fare i soldi con i farmaci salvavita?

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ticket sanitario sui farmaci

La domanda non è certo retorica ma del tutto reale . Impegnativa la risposta, anche se d’impeto la risposta immediata è un fragoroso No! Le società farmaceutiche pongono spesso il problema dei costi per la ricerca e la realizzazione di elaborati farmaci che richiedono tempi lunghi ed ingenti risorse finanziarie, oltre al fatto che il rientro del capitale impiegato è in funzione dell’ampiezza del mercato di riferimento. In poche parole farmaci come gli antibiotici possono avere come acquirente centinaia di milioni di clienti, mentre talvolta certe patologie sono molto più “di nicchia “ e questo spiegherebbe il diverso prezzo di vendita per confezione. E’ il casa del Sofosbuvir, un farmaco sviluppato da Gilead Sciences e usato per trattare l'epatite C . La società americana del settore della biotecnologia ha concentrato principalmente gli sforzi della ricerca e produzione sui farmaci antivirali per il trattamento di pazienti con infezione da HIV , epatite B e C, o l'influenza .L’epatite C è una patologia che interessa in Italia oltre 30000 persone che per ora non è stato possibile curare al meglio mentre ora il Sofosbuvir, in combinazione con altre terapie , può effettivamente curare l'epatite nel 90 per cento dei pazienti. L’epatite C , provocata dal virus HCV, è una forma di epatite molto simile all’epatite B ed ha una spiccata tendenza a cronicizzarsi ed a evolversi in cirrosi e carcinoma epatico. Quindi è ovvio che stiamo parlando di un farmaco salvavita ed appare subito inopportuno il prezzo del sofosbuvir, citato in varie fonti dei media : da $ 84.000 a $ 168.000 per un ciclo di trattamento negli Stati Uniti, 35.000 £ per 12 settimane nel Regno Unito e 60.000 € in Germania. E’facile dedurne che eccetto da pochi super ricchi, il farmaco può essere acquistato in farmacia solo nelle nazioni che sono riuscite a farlo rientrare nel loro protocollo di farmaci rimborsabili dal servizio nazionale di assistenza, secondo varie modalità ( ticket) che ovviamente sono molto differenti . E’notizia di poche ore fa che anche l’Italia è riuscita a concludere un accordo con la società Gilead Sciences ed il farmaco sarà rimborsabile anche in Italia con immenso sollievo dei pazienti interessati ma inevitabilmente con una spesa ingente da parte del sistema sanitario nazionale.

Struttura del virus HCV che provoca l'epatite C

Ovviamente lo sforzo fatto è doveroso per uno stato civile che deve tutelare la sanità pubblica “ costi quello che costi”, ma rimane il problema dell’accessibilità dei farmaci salva vita per i paesi in via di sviluppo. Auguriamoci intanto che il prezzo del Sofosbuvir ,ora fissato dall'Aifa raggiungendo un accordo con l'azienda Gilead Sciences , sia il più conveniente possibile;alla fine sarà possibile ottimizzare l’uso dei farmaci salvavita , magari contribuendo anche alla loro effettiva ridistribuzione nei paesi emergenti , solo se saranno rispettate tre condizione : fare accettare un giusto compromesso tra investimenti e guadagni alle società produttrici di farmaci salvavita di tutto il mondo, controllare minuziosamente che i prezzi “spuntati “ dai vari enti assistenziali nazionali non contengano sovraccarichi illeciti , esigere che uguale controllo sia effettuato sui ticket versati dai pazienti ( per i farmaci non salvavita)