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2 Ottobre Ott 2014 0810 02 ottobre 2014

L’inizio della fine della U.E.?

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La sede della Banca centrale europea.

Cosa hanno in comune i paesi che formano l’U.E.? Fondamentalmente solo 3 cose : un mercato comune allargato e regolamentato,una moneta unica ( eccetto Danimarca e Regno Unito) ed una politica economica che trovo il suo punto di riferimento nella BCE attualmente presieduta dall’italiano Draghi. Mancano invece tutte quelle condivisioni politiche e sociali che avrebbero potuto creare veramente nel corso di queste decine di anni una federazione di stati. tipo U.S.A.Praticamente in questi anni abbiamo visto con chiarezza che il vero controllo di questo accordo economico-commerciale che lega gli stati dell’Unione è operato dalla Germania ultimamente tramite il suo leader sig.ra Merkel che ha saputo , per ora , far mantenere fede all’impegno comune del PSC (patto di stabilità e crescita). Tale patto è un accordo, stipulato e sottoscritto nel 1997 dai paesi membri dell'Unione europea, inerente al controllo delle rispettive politiche di bilancio pubbliche, al fine di mantenere fermi i requisiti di adesione all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (Eurozona) per rafforzare il percorso d’integrazione monetaria intrapreso nel 1992 con la sottoscrizione del trattato di Maastricht In pratica in base al PSC, gli Stati membri che hanno deciso di adottare l'euro, devono continuare a rispettare nel tempo quelli relativi al bilancio dello stato, ossia:-un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL (rapporto deficit/PIL < 3%);un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL (o, comunque, un debito pubblico tendente al rientro) (rapporto debito/PIL< 60%).

François Hollande.

E qui viene il grave problema : ‘finanze allegre ‘di alcuni Paesi tipo Gregia, Spagna ,Portogallo ,Italia e Irlanda hanno subito manifestato grosse difficoltà a rispettare questi parametri , ma il grande guaio è venuto con il contestuale e progressivo aggravarsi della crisi economica mondiale che ha fatto e farà “ digerire “ sempre meno alle popolazioni interventi restrittivi messi in atto dai rispettivi stati. Non si può continuare per anni ad aumentare le tasse ,diminuire i posti di lavoro della pubblica amministrazione e degli enti locali e contestualmente togliere parte dei servizi essenziali per la società , pena forti squilibri sociali che possono portare addirittura a disordini pubblici , chiusure di banche ed aumento incontrollato delle violenze.

Di questo si è accorto il nostro primo ministro Matteo Renzi ed ora abbiamo visto che la stessa preoccupazione ha spinto il presidente francese Hollande a forzare questi vincoli economici comunitari tanto che ieri il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, ha confermato la revisione al rialzo delle stime del deficit al 4,4% per il 2014 e 4,3% per il 2015, con il ritorno sotto il 3% solo a fine 2017. In pratica è partita la sfida all'austerità e al metodo Merkel per risanare i conti pubblici della Francia che si ribella contro Bruxelles e contro nuovi sforzi per riportare il deficit sotto controllo. Quali e quanti altri stati seguiranno a breve questo esempio? Forse è l’inizio della fine : della U.E.

Il presidente della Bce Mario Draghi.