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14 Ottobre Ott 2014 0715 14 ottobre 2014

In Italia “leggi per tutti i gusti “

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Basta sapere che esistono !!

Quante leggi ci sono in Italia ? Una bella domanda alla quale nessuno è in grado di rispondere con certezza . Secondo un censimento, tentato nel 2009 per stabilire il numero preciso di leggi, decreti legge, decreti legislativi e altri atti numerati dalla nascita dello Stato unitario in poi, questo poteva essere valutato in circa 75.000 unità. Un numero enorme di provvedimenti legislativi tra le pieghe dei quali magari può nascondersi proprio quello “ buono “ per risolvere una grave situazione personale od al contrario “mettervi nei guai” dal momento che nel nostro Paese vige una regola secondo la quale l’ignoranza di una legge non ne giustifica la violazione da parte di cittadini ed imprenditori. Ma cosa fa lo stato italiano per permettere a tutti i cittadini di conoscere davvero o semplicemente cercare le leggi che possono interessarlo ? Intanto è bene sapere che esiste un sito www.normattiva.it realizzato dalla Corte Suprema di Cassazione, dall’Agenzia per l’Italia Digitale e dall’Istituto poligrafico della Zecca dello Stato che ha proprio l’obiettivo di classificare e rendere accessibile al cittadino la normativa vigente, ma secondo l’esperienza di molti è più semplice effettuare una ricerca utilizzando Google. Per esempio vediamo di conoscere la legge 512 del 1982, specialmente in un momento di crisi del genere , quando anche il pagamento delle tasse può rappresentare il tracollo finanziario di un imprenditore .Questa legge parla della possibilità della cessione di beni culturali allo Stato o per successione o per il pagamento delle imposte dirette con grande beneficio per il debitore ma anche per lo Stato che in questo modo può reintegrare le collezioni pubbliche oppure recuperare pezzi che sono andati smarriti..

Nel caso della SUCCESSIONE la proposta di cessione sottoscritta da tutti gli eredi deve contenere una descrizione dettagliata del bene che si vuole cedere e tutta la documentazione necessaria . Intanto in questo modo si interrompono i termini per il pagamento dell'imposta , quindi la commissione ha sei mesi di tempo per stabilire se accettare o no. Attenzione però al fatto che la legge prevede che se il valore dei beni ceduti supera l'importo dell'imposta e degli accessori, al cedente non compete alcun rimborso per la differenza. Se lo Stato invece decide di non accettare l'offerta, 'l'erede è tenuto al pagamento dell'imposta e degli interessi moratori previsti, senza applicazione di penalità'.

Nel caso del pagamento di IMPOSTE DIRETTE, invece, la proposta di cessione inviata al ministero 'non sospende il pagamento delle imposte'. In poche parole prima si paga e dopo , se la trattativa è andata a buon fine si chiede il rimborso . Ovviamente se andate a consultare il testo integrale della legge potrete trovare tutti i dettagli necessari per il corretto utilizzo della legge , magari aiutati da un esperto commercialista. Queste sono solo indicazioni sommarie per ' stuzzicare ' la ricerca di informazioni.

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