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17 Ottobre Ott 2014 0741 17 ottobre 2014

L’occupazione delle scuole

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E’ autunno, la classica stagione che ormai da vari decenni si distingue per due eventi sempre presenti: le grandi piogge, oggi dette bombe d’acqua, e le manifestazioni studentesche che in particolare modo nelle scuole superiori portano ad occupazioni e sospensioni o rallentamenti dell’attività scolastica.

Le grandi piogge hanno creato e creano disastri che potranno essere ridotti solo con un accorto programma di sistemazione dell’assetto idrogeologico del territorio italiano, politica permettendo, mentre le “tempeste in un bicchiere d’acqua “che ormai si susseguono da molto tempo nella scuola italiana, quando a tavola mangiamo funghi e castagne, potranno terminare solo se le famiglie , i docenti, i dirigenti scolastici ed i politici del settore impareranno ad ascoltare e rispondere alle richieste delle nuove generazioni di studenti. In realtà in tutti questi anni sembra proprio che “gli adulti” abbiano fatto finta di ascoltare elargendo come unica risposta il “ nullaosta al caos “ nelle scuole che si protrae quasi sempre fino alle soglie delle vacanze natalizie, riducendo così l’attività scolastica del primo quadrimestre ad uno “ scampolo” di giorni appena sufficienti per portare avanti un minimo di programma, fare qualche compito ed interrogazione, tanto per permettere ai docenti di arrivare agli scrutini con qualche elemento di valutazione.

I giovani studenti dovranno riflettere su queste “ subdole concessioni democratiche “ che in realtà sottraggono a loro stessi ed in particolare proprio ai più bisognosi il sacrosanto diritto ad un servizio espletato nel migliore dei modi sia temporalmente che qualitativamente, quindi senza nessuna interruzione . Quando le autorità scolastiche vorranno e sapranno realmente ascoltare le richieste dei giovani, proponendo e realizzando adeguate soluzioni, sarà l’inizio di una vera rivoluzione culturale nel nostro paese che vedrà di nuovo le scuole fornire da settembre a giugno un’attività didattica piena e continua in grado di formare i nostri giovani in maniera adeguata agli standard europei.