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19 Novembre Nov 2014 1557 19 novembre 2014

Per superare la crisi occorrono risposte ‘ forti ‘

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Non ci salverà Draghi con la BCE , non ci salverà Matteo Renzi con tutto il suo entusiasmo e la sua buona volontà, ci salveremo da questa crisi dilagante, economica e strutturale, se sapremo moralmente aggredire come semplici cittadini e con mezzi democratici sanciti dalle leggi i pilastri che tengono insieme quel muro di gomma o magma burocratico infarcito dalla “ casta politica “, costituito da personaggi autorevoli ( direttori di dipartimenti, funzionari ministeriali , alti ufficiali , ecc.), profumatamente pagati, che praticamente “tessono la tela “ di giorno per “ disfarla di notte “ come la mitica Penelope, moglie di Ulisse. In pratica questo sistema, voluto trasversalmente da tutte le forze politiche, è riuscito a mantenere uno “ status quo” che in epoche di “ vacche grasse “ ha permesso di sottacere le magagne enormi, tipo disavanzi di ministeri, enti ed istituzioni varie di livello sudamericano, le inefficienze croniche strutturali che permettono il blocco di leggi fondamentali attese per anni, la lunghezza infinita delle cause civili e penali, il sistematico ritardo nell’esecuzione di lavori che portano a moltiplicare il costo dei manufatti, la cronica mancanza di carceri che porta a frequenti necessità di indulto, l’assenza di un serio controllo sull’edilizia che innesta periodiche richieste di condoni , la mancata cura del territorio che sta trasformando il “ Bel Paese “ in un “ Brutto Paese “ da terzo mondo. Il semplice voto politico o l’adesione a manifestazioni popolari e sindacali non è sufficiente a scardinare questo imponente meccanismo. Talvolta alcuni uomini politici più in vena di esternare “ la verità “ o per semplice copertura delle loro inefficienze, hanno accennato a questa difficoltà a risolvere i problemi italiani . Quando in un ministero subentra un nuovo ministro, può talvolta cambiare la stanza e l’arredo dell’ufficio , le segretarie personali dell’uomo politico , ma il resto della struttura , dai funzionari di più alto livello fino agli impiegati di ultimo ordine, essendo diretti impiegati dello stato ovviamente rimangono sempre gli stessi , e tutto prosegue come sempre. Che fare allora ? La cronaca di questi giorni propone una risposta . Gregorio De Falco, il capitano di fregata divenuto famoso per la telefonata con il comandante della Concordia Francesco Schettino durante il naufragio, si è rivolto al Tar della Toscana contro il recente trasferimento dal settore operativo della Capitaneria di Livorno a un ufficio amministrativo. Questo onesto e capace uomo dello Stato ha saputo dare una risposta autorevole ad un’iniqua disposizione dei propri superiori, ma la risposta dovrebbe e potrebbe essere ancora più forte. Dalla difesa passare all’attacco. Denunciare, nei termini e nei percorsi legali che un avvocato potrà proporre, le persone firmatarie dell’ordine di trasferimento del valoroso comandante della Capitaneria di Porto di Livorno.