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28 Novembre Nov 2014 0640 28 novembre 2014

Il piccolo Adolf non aveva le ciglia

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Un romanzo di Helga Schneider edito dalla Rizzoli nel 1998 che io mi ero perso. E’ venuto tra le mie mani su invito di una parente che me ne ha sollecitato la lettura ed il primo approccio visivo del libro mi ha incuriosito osservando il retro della copertina sulla quale è scritto : “ Perché comprendere è impossibile ma conoscere è necessario “. Una sfida al lettore ? Oppure una provocazione derivante dalla narrazione delle vicende dei personaggi inseriti però in un reale contesto storico dove il “ male “ veniva presentato come “il bene “ ? E’ con questa sollecitazione intellettiva che ho intrapreso la lettura del libro scritto in maniera fluida, scorrevole, armoniosa e con precisi rimandi temporali impressi all’inizio di ogni capitolo. Berlino,maggio 1997 una donna ormai ultra ottantenne, guardando la raccolta di fotografie del suo album, ripercorre la personale vicenda di moglie di un alto ufficiale delle SS che decide di fare internare la consorte in uno dei lager camuffati da cliniche nella Germania nazista. Berlino ,dicembre 1940 la Germania è ormai in guerra ed Hitler decide di dare il via all’operazione T4 ( Tiergartenstrasse n.4), un programma di eutanasia per eliminare “i pesi morti che avrebbero potuto portare via risorse preziose alla nazione stessa. Così in poco tempo vennero uccise oltre 70.000 persone colpevoli solo di essere alcolizzati, epilettici, malati psichici, malati terminali con altre patologie, neonati con malformazioni, ecc…

La trama narrativa dei personaggi scorre nella Germania nazista dove, oltre a Hitler, personaggi emblematici come Himmler, Eichmann, Goring, Gobbels progettano e realizzano l’eliminazione sistematica di massa del popolazione ebraica . Storie ripetute in molti altri testi, ma questa volta, in un semplice romanzo, compaiono anche, con precise notazioni storiche, che spero siano oggetto di attenzione per gli addetti ai lavori, notizie dettagliate ed accurate della resistenza tedesca contro questa lucida “follia del mal “. E’ evidente così che larga parte del popolo tedesco era perfettamente a conoscenza di simile pratiche disumane. A Norimberga fu ricorrente la frase : “dovetti eseguire ordini superiori “. Non è bastato e non basta . L’ultima parte del libro “ Nota dell’autrice “ è la documentazione storica di un passato che “ non è possibile comprendere , ma conoscere è necessario “. Chi era il piccolo Adolf che non aveva le ciglia ? Il figlio maschio dell’alto ufficiale delle SS al quale per devozione al Fuhrer era stato imposto il nome di Adolf : non un perfetto ariano, ma un ariano mongoloide . Inconcepibile per l’epoca : fu ucciso .

Cenni biografici dell’autrice : Helga Schneider (Steinberg, 17 novembre 1937) è una scrittrice tedesca naturalizzata italiana che compone le sue opere in lingua italiana. Nel 1941 Helga e suo fratello Peter, rispettivamente di 4 anni e 19 mesi, con il padre già al fronte, vengono abbandonati a Berlino dalla madre che arruolatasi come ausiliaria nelle SS diverrà guardiana al campo femminile di Ravensbrück e successivamente a quello di Auschwitz-Birkenau.Dopo un’infanzia travagliata,dal 1963 Helga vive in Italia dove ha pubblicato molti libri. Nel 1971, venuta a sapere dell'esistenza ancora in vita della madre che l'aveva abbandonata sente il desiderio di andarla a visitare a Vienna dove vive la donna. Scoprirà che la madre, condannata dal Tribunale di Norimberga a sei anni di carcere come criminale di guerra, dopo 30 anni, non ha rinnegato nulla del suo passato, di cui conserva orgogliosamente memoria.