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28 Dicembre Dic 2014 1425 28 dicembre 2014

Vino no, si …ma !

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Un detto toscano “ un bicchiere di vino al giorno toglie il medico di torno “ ripropone spesso la vecchia discussione tra chi vuole sottolineare gli aspetti positivi del vino sulla salute umana ma anche di coloro che sostengono la pericolosità di tale abitudine alimentare . Intanto la stessa frase può essere intesa in due opposte maniere . Prima ipotesi interpretativa : chi beve più di un bicchiere al giorno è bene che ne beva uno solo . Seconda ipotesi interpretativa : chi non beve vino sarà bene che beva magari un bicchiere di vino al giorno. Come vedete due interpretazioni che sono contrastanti , ma sicuramente più rassicurante la prima ipotesi. Oltretutto corroborata da una serie di notazioni scientifiche ormai solidamente acquisite che sottolineano prima di tutto gli effetti negativi dell’eccessiva assunzione di alcool etilico sulla salute umana.

Gli organi danneggiati dall’abuso di alcool sono diversi : cuore e vasi, fegato ( cirrosi ed epatiti) , esofago ( tumore), stomaco ( tumore ) , intestino , pancreas , sistema nervoso ( delirium tremens , epilessia, allucinosi , atrofia cerebrale). Inoltre gli effetti dell’alcool sono gli stessi di una qualunque droga alterando il funzionamento del sistema nervoso centrale, creando dipendenza psichica e fisica , assuefazione e disturbi comportamentali.Vanno comunque sottolineati gli aspetti anche positivi che si manifestano quando l’alcool viene ingerito in quantità limitate ( circa 30 g/giorno per l’uomo e 20 per la donna) . Determina un aumento dell’HDL ( colesterolo buono) e limita l’aggregazione delle piastrine , ci sono inoltre , in particolare nel vino rosso, i polifenoli che se assunti regolarmente sembrano avere effetti molto protettivi limitando il rischio di coaguli e trombi e favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni . Il consumo moderato di vino rosso ai pasti può aiutare quindi a ridurre il rischio Alzheimer e contribuisce al mantenimento della densità ossea. Alcuni studi condotti da Tony Turner dell’Università di Leeds , in Inghilterra e pubblicati su “ Nature “ riferiscono della scoperta di un fattore cellulare chiamato endotelina-1 che sembra sia alla base del processo di accumulo dei grassi nei vasi sanguigni che , guarda caso , sembra essere inibito dai polifenoli presenti nella buccia dell’uva. Il vino rosso farebbe bene anche ai polmoni , così è scritto in una ricerca medica effettuata da John Harvey della British Thoracic Society , pubblicata sulla rivista “ Thorax “, dove si asserisce che il resveratrolo, un polifenolo che si trova nella buccia dell’uva , è in grado di diminuire nei polmoni la quantità di sostanze chimiche dannose che causano i disturbi cronici ostruttivi polmonari. Ma questo composto, il resveratrolo , sembra avere effetti benefici persino sulla prostata , così sostiene uno studio condotto da ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center e pubblicato su “ International Journal of Cancer “.

E’ chiaro quindi che esiste un confine netto per l’assunzione del vino, costituito dalla modica quantità , che determina il passaggio degli effetti sulla salute dal campo positivo a quello negativo. Questo non esaurisce però il problema : la modica quantità è difficile da stabilire dato che varia a seconda dell’età del soggetto, del peso corporeo, della maggiore o minore predisposizione alla dipendenza psichica e fisica all’acool.