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6 Gennaio Gen 2015 0733 06 gennaio 2015

Quando l’energia costa meno crollano le borse !

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Le motivazioni dello scrivere sono molte e diverse: si scrive per fare conoscere dati, notizie e motivazioni, ma si può scrivere anche e semplicemente per porre problemi ai quali si spera che altri diano spiegazioni plausibili. Nello scrivere questo post sono nella seconda ipotesi motivazionale per il semplice motivo che la mia preparazione zoppica completamente nel campo economico-finanziario.Vado al sodo e sputo il rospo: oggi le borse europee hanno subito forti ribassi ( fortissimi per la borsa di Milano in calo del 4,9%) dovuti, si dice, alla grave situazione economico-finanziaria della Grecia ed anche , e soprattutto all’ulteriore calo del prezzo del petrolio che per la prima volta dall’aprile del 2009 è sceso sotto i 50 dollari al barile.

E qui iniziano le mie perplessità perché vecchi ricordi dell’italietta del precedente millennio mi fanno venire in mente il giubilo collettivo che scatenava anche una minima diminuzione del prezzo del petrolio semplicemente perché la benzina poteva costare alla pompa un po’ meno, per cui i trasporti potevano essere più convenienti , come poteva diminuire il costo della nafta per uso agricolo e per la pesca oppure poteva essere più a buon mercato il gasolio per riscaldamento, fino ad arrivare alla possibile diminuzione dell’energia elettrica .Insomma ci insegnavano che una diminuzione del prezzo del petrolio portava un miglioramento generalizzato all’economia italiana mentre un peggioramento era procurato da un suo rialzo. La spiegazione era pure semplice e convincente : l’Italia non era un paese produttore dell’oro nero ( se non in minima parte) e dovendo importarlo l’esborso di capitali sarebbe stato minore qualora il prezzo fosse diminuito.Invece come abbiamo varcato la soglia epica del nuovo millennio sembra che le spiegazioni portino a considerazioni diametralmente opposte , perché si è cominciato a sottolineare come i crolli in borsa avvengono quando il prezzo del petrolio cala.

A fare aumentare la confusione mentale è arrivata nella stessa giornata anche una dichiarazione del portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest,che ha sottolineato come il calo dei prezzi dell'energia è positivo per l'economia americana . Ma gli USA sono tra i più grandi produttori di petrolio ed allora ?