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20 Gennaio Gen 2015 1253 20 gennaio 2015

Siamo in guerra contro chi ?

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Questa è una domanda che sento spesso circolare tra la gente dei paesi e delle città italiane . Mi immagino che forse, anche in molti altri stati della Comunità Europea, molti residenti si staranno ponendo la stessa assillante domanda che sta letteralmente cominciando a peggiorare la qualità dei nostri riposi notturni. Siamo passati da una fase storica ( 11 settembre 2003 o forse prima) caratterizzata dal terrorismo a quella di una vera e propria guerra mondiale condotta con milizie militari che, oltre al guerreggiare con altri eserciti, rivolge le “ proprie attenzioni “ anche al popolo con atrocità inaudite che stanno facendo sprofondare il mondo in un nuovo “tardivo medioevo“. Dove attualmente ? Diamo un’occhiata a queste cartina anche degli “ degli orrori “ che per prima cosa ci mostra in modo chiaro l’estensione planetaria del “fenomeno” per arrivare a comprendere subito l’urgenza di pianificare anche in Italia interventi mirati ed efficaci per evitare il possibile “ contagio” che potrebbe trasformare in breve tempo il Bel Paese in una “ Beirut d’annata”.

Alcuni Tg italiani , proprio in queste ore, stanno fornendo notizie di alcune iniziative del nostro governo in tale senso però, prima di tutto, è necessario che qualcuno ci chiarisca in modo ed esaustivo la domanda iniziale : siamo in guerra contro chi ? Entriamo solo nel mondo delle ipotesi, mentre aspettiamo con ansia risposte esaudienti. Prima ipotesi : siamo per essere coinvolti in una guerra di religione perché è ancora in atto l’antica disputa tra cristianità ed islamismo?

Seconda ipotesi : stiamo subendo le reazioni belliche, ora organizzate, ad interventi militari eseguiti da potenze occidentali in oriente ?

Terza ipotesi : è una guerra di religione solo interna al mondo islamico tra la fazione integralista e quella secolarista ? Cerchiamo di avere chiare risposte perché saranno, tra breve tempo, essenziali per valutare almeno la bontà di ulteriori interventi logistici per evitare e limitari i danni per possibili scontri armati coinvolgenti la popolazione inerme. Perché a seconda della veridicità di queste ipotesi si potrà individuare l’amico ed il nemico.