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23 Gennaio Gen 2015 1508 23 gennaio 2015

Nasce a Mosca il nuovo Museo dell’Impressionismo Russo

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La crescita e la potenza di una nazione si vede anche e forse soprattutto dalla voglia e capacità di sapere valorizzare il proprio passato artistico. Così la Russia è stata capace di riappropriarsi di una preziosa collezione di capolavori dell’Impressionismo russo che molto tempo fa era stata acquisita dal mercato occidentale dell'arte ed ora torna in patria dove in autunno andrà ad impreziosire un nuovo museo che sarà inaugurato a Mosca. Tutto questo è stato possibile con l’aiuto del pluri miliardario russo Boris Mints che è riuscito a ricomprare tantissimi lavori,parte dei quali saranno esposti in anteprima mondiale a Venezia dal 13 febbraio al 12 aprile nelle sale di Palazzo Franchetti.

Con il titolo 'A occhi spalancati. Capolavori dal Museo dell'Impressionismo Russo di Mosca', l'importante rassegna formata da 50 capolavori, è stata curata dalla direttrice dell'istituzione moscovita, Yulia Petrova e da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, responsabili del Centro Studi sulle Arti della Russia (Csar) dell'Università Ca' Foscari. Il momento culminante dell'Impressionismo in Russia è di oltre vent'anni successivo all'affermarsi del movimento francese, con uno sviluppo consolidato intorno all'ultimo decennio del XIX secolo e l'inizio di quello successivo quando ormai i dipinti dei grandi impressionisti francesi come Monet o Renoir avevano già influenzato la pittura di grandi maestri russi come Fedor Vasil’ev, Polenov e di Repin ed era presto diventata oggetto di studio per gli studenti della Scuola di Pittura, Architettura e Scultura di Mosca. Lo scopo principale dell'iniziativa è quello di far conoscere e divulgare questa momento artistico russo proprio perché ancora poco conosciuto. Oltretutto la tradizione di dipingere alla maniera impressionista è proseguita per buona parte del'900, ed è documentata in mostra dalle opere di Koncalovskij, Grabar, Kustodiev, Baranov-Rossine, Sergej Gerasimov o Georgij Savickij, e addirittura con artisti molto legati al realismo socialista, come Aleksandr Gerasimov e Dmitrij Nalbandjan. Anche l'icona della mostra, i 'Manifesti sotto la pioggia' di Pimenov, è un'opera del 1973, a testimonianza di quanto la matrice impressionistica sia arrivata a influenzare anche il periodo del disgelo post staliniano. Insomma una tendenza pittorica che in Russia è partita da lontano per arrivare fino ai tempi nostri per questo in mostra sono esposti quadri che vanno da alcuni rari dipinti giovanili di Konstantin Korovin, il più famoso esponente dell'Impressionismo russo, e di Valentin Serov fino ad arrivare ad anni recentissimi, con pittori come Vladimir Rogozin e Valerij Kosljakov, che non possono essere considerati impressionisti in senso stretto, ma che raccolgono oggi questa eredità della ricerca espressiva in chiave moderna.

Nella mostra veneziana saranno inoltre presentate anche alcune novità organizzative e tecnologiche che caratterizzeranno il nuovo Museo dell'Impressionismo Russo di Mosca.

Pittore Korovin . Ritratto del tenore russo Shalyapin ,1911