All review

24 Gennaio Gen 2015 0949 24 gennaio 2015

“Il nome del figlio” : per litigare !

  • ...

Un film di Francesca Archibugi. Con Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Valeria Golino, Luigi Lo Cascio, Rocco Papaleo durata 94 min. - Italia 2015. - Lucky Red uscita giovedì 22 gennaio 2015.

Un film che non è un film ; questo è il film “ Il nome del figlio “. Un giro vizioso di parole che potrebbe suggerire prima di tutti epiteti, rivolti al commentatore, tipo “posa il fiasco!” Oppure potrebbe essere definito un sillogismo che nella filosofia aristotelica significa ragionamento deduttivo per cui da due premesse, una più importante dell'altra, si ottiene una conclusione . Ma la conclusione è errata perché “ il nome del figlio “ non sembra proprio un film ma mantiene la struttura di commedia come 'Le prénom', pièce teatrale di Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, alla quale il film si ispira.

La localizzazione della trama è quasi tutta nel soggiorno di una casa romana in un quartiere popolare , lo svolgimento degli eventi mira essenzialmente ad approfondire tensioni interiori, psico-drammi familiari nati nell’infanzia tra fratelli di una ricca famiglia ebrea e di alto livello culturale che nel tempo si accrescono con le diverse convinzioni politiche e l’acquisizione di compagni e compagne di vita. L’introspezione psicologica si svolge tutta intorno ad un tavolo imbandito per una cena tra fratelli, cognati/e e amico partendo da uno scherzo di Paolo ( interpretato da Alessandro Gassman), estroverso, burlone e di destra , agente immobiliare, coniugato con Simona ( Micaela Ramazzotti ) in attesa del loro primo figlio. Si inventa in maniera provocatoria il nome del futuro nascituro che in base al responso ecografico sarà un maschietto : Benito ! Tutto il resto della compagnia, dalla sorella Betta ( Valeria Golino ) insegnante precaria con il marito Sandro ( Luigi Lo Cascio) , raffinato scrittore e professore universitario precario, per arrivare all’amico d’infanzia Claudio ( Rocco Papaleo) eccentrico musicista, sono tutti chiaramente di sinistra .

Questo è il piroettante innesco che spingerà ciascun commensale in una serie di analisi più o meno approfondite del proprio vissuto. Operazione ben riuscita per il valore artistico dei professionisti messi in campo. Forse però la commedia avrebbe ottenuto una migliore localizzazione sui legni del proscenio di un teatro dal momento che vengono a mancare le scenografie ed i movimenti che avrebbero potuto caratterizzare sequenze girate in interni ed esterni per dare ordine spaziale ad una eventuale sceneggiatura di maggiore estensione .