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19 Febbraio Feb 2015 0824 19 febbraio 2015

Visti strani movimenti nell’alta atmosfera marziana

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In due diverse occasioni in marzo e aprile 2012, gli astronomi dilettanti hanno visto pennacchi di vapore o polvere formarsi nell’atmosfera del pianeta rosso oltre i 250 km di altitudine. 'A circa 250 km, la divisione tra l'atmosfera e lo spazio esterno è molto sottile, in modo che i pennacchi riportati sono estremamente singolari', dice Agustin Sanchez-Lavega della Universidad del País Vasco in Spagna, autore principale dell'articolo che riporta i risultati di sulla rivista Nature. Questi pennacchi segnalati e fotografati si sono sviluppati in meno di 10 ore, con una superficie fino a 1000 x 500 km, e sono rimasti visibile per circa 10 giorni, cambiando la loro struttura di giorno in giorno. Tuttavia, il controllo dgli archivi di immagini dell'Hubble Space Telescope scattate tra il 1995 e il 1999 e di banche dati di immagini amatoriali che abbracciano 2001-2014 hanno rivelato nubi occasionali nell’atmosfera marziana anche se di solito solo fino a 100 km di altitudine.

Gli scienziati stanno ora lavorando per determinare la natura e la causa dei pennacchi, utilizzando i dati di Hubble, in combinazione con le immagini scattate da dilettanti. 'Un'idea che abbiamo discusso è che possano essere causati da una nube riflettente di ghiaccio d'acqua, anidride carbonica, ghiaccio o particelle di polvere, ma ciò richiederebbe deviazioni eccezionali da modelli di circolazione atmosferica standard per spiegare formazioni nuvolose a tali altitudini elevate, 'afferma Agustin. 'Un'altra idea è che possano essere delle formazioni tipo aurore boreali legati a una regione del pianeta dove c'è una grande anomalia nel campo magnetico della crosta,' aggiunge Antonio Garcia Munoz, ricercatore presso ESTEC e co-autore di ESA dello studio.

Comunque ulteriori approfondimenti dovrebbe essere possibile dopo l'arrivo su Marte dell'ESA ExoMars Trace Gas Orbiter previsto nel 2016.

An extremely high altitude plume seen at Mars morning terminator,” by A. Sánchez-Lavega et al. is published in the 16 February 2015 issue of the journal Nature.

The ground-based images were provided by astronomers W. Jaeschke, D. Parker, J. Phillips and D. Peach.