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20 Febbraio Feb 2015 1443 20 febbraio 2015

Il festival della violenza

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La notizia degli scontri tra i tifosi olandesi del Feyenoord e la polizia in piazza di Spagna a Roma sul sito spagnolo de El País.

Il caos, con atti di puro vandalismo, fatto nel centro storico di Roma , Caput Mundi , dai cosìddetti sportivi olandesi prima dell’atteso incontro di calcio ( sic!) Roma - Feyenoord mi ricordano molto, troppo, ben più gravi atteggiamenti di pura violenza manifestati da altri giovani, molti dei quali europei, confluiti sotto la bandiera nera del Califfato e la nobile coperta dell’islamismo. La pura e cieca violenza cerca sempre un denominatore comune:una bandiera ,che può essere un vessillo sportivo, una Croce, come è avvenuto in epoche passate, oppure un’interpretazione particolare del Corano, come sta succedendo oggi.

In ogni caso esiste un elemento comune in tutte queste manifestazioni di brutalità : il bisogno umano, che ha disseminato la storia di guerre e violenze gratuite a tutte le latitudini del pianeta, di esprimere l’aggressività latente presente in ogni persona e mantenuta in equilibrio dal buon senso, dalla cultura ,dai buoni insegnamenti religiosi e da un insieme di regole sociali che debbono essere sapientemente applicate. In questi ultimi 50 anni nella società occidentale c’è stato un crescendo di iniziative miranti ad incentivare il mercato, promovendo i consumi prima di tutto e spostando così il personale equilibrio umano, prima tarato in avanti per progettare un proprio futuro, verso la sola quotidianità fatta esclusivamente da desideri da esaudire immediatamente : soldi, sesso, droga, auto, moto, moda, telefonino, ecc.

Ci siamo riusciti, in parte, perché la crescita economica spesso ha naturalmente degli “intoppi”, ma il risultato sul versante sociale è stato disastroso. Come tornare indietro? Prima di tutto ripensando ad interventi sia immediati che a medio ed a lungo termine . Tra questi ultimi sarà necessario reinventare un nuovo modello di sviluppo economico e sociale . Il capitalismo ormai ha ultimato il proprio ciclo virtuoso, l’economia di piano di sovietica memoria non si è dimostrata efficiente , quindi siamo all’anno 0. Nuove idee cercasi .