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2 Marzo Mar 2015 0859 02 marzo 2015

Una testa su un corpo nuovo !

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Già oltre 50 anni fa venne in mente a qualcuno di trapiantare una testa su un altro corpo , magari più sano , più efficiente e magari bello, per risolvere definitivamente gravi problemi di salute che eventualmente costringevano una mente sana , intelligente , sensibile e creativa ad essere schiava di un corpo ribelle inchiodato su una sedia mobile o prigioniero di un polmone d’acciaio.Robert Joseph White (Duluth, 21 gennaio 1926 – Geneva, 16 settembre 2010) grande chirurgo e scienziato statunitense, fu il primo che negli anni ’70,valutando la realizzabilità di un trapianto di cervello sull'uomo, condusse una serie di esperimenti su primati. I trapianti di testa su scimmie viventi riuscirono ma gli individui rimasero paralizzati dal tronco in giù, come previsto dato che, non essendo ancora tecnicamente possibile per la scienza medica collegare i nervi della testa con quelli del tronco, il ricevente rimaneva paralizzato dal collo in giù.

Praticamente era evidente che la testa trapiantata era in grado di sentire, pensare e percepire i gusti, ma non poteva fare muovere il nuovo organismo sul quale era stata inserita. Robert White sviluppò anche un macchinario in grado di tenere in vita la testa per almeno un'ora dopo il distacco dal corpo, riducendo al minimo i danni cerebrali, ma non riuscì mai ad ottenere i finanziamenti necessari per mettere in opera il primo trapianto di testa umana.

Oggi sono stati fatti grandi passi avanti nelle conoscenze della biologia neuronale e nella neurochirurgia anche se, per ora non definitivi, ma tali da alimentare in alcuni scienziati l’antico sogno del dr. White di potere ritentare tra qualche anno il trapianto di testa con successo, finalmente con il capo che riesce a controllare neurologicamente il corpo. Questa è l’idea ed il progetto del neurochirurgo italiano Sergio Canavero che è stata riportata sulla prestigioso rivista scientifica NewScientist (First human head transplant could happen in two years 25 February 2015 by Helen Thomsondice ) in un articolo dove viene descritto minuziosamente il protocollo dell’intervento che in estrema sintesi consiste nel congelare le teste del destinatario e del donatore, quindi il tessuto intorno al collo viene sezionato, i vasi sanguigni collegati, la testa viene poi spostata sul corpo del donatore e le due estremità del midollo spinale, fuse insieme con l’aiuto del polietilenglicole ed infine saranno attivati gli elettrodi impiantati nel corpo.

Canavero ha già pubblicato questa tecnica (Surgical Neurology Internazionale , doi.org/2c7 ) ma buona parte delle comunità scientifica italiana ha mostrato serie perplessità .Comunque il professionista italiano andrà negli USA in giugno a presentare il suo progetto alla conferenza annuale della American Academy of Neurological e chirurghi ortopedici (AANOS) in Annapolis, nel Maryland, inoltre sembra che alcuni scienziati di fama internazionale abbiano manifestato l’intenzione di procedere alla realizzazione di questo protocollo . Per esempio Xiao-Ping Ren di Harbin Medical University in Cina di recente ha dimostrato che è possibile eseguire un trapianto di testa in un topo ( CNS Neuroscience & Therapeutics , doi.org/2d5 ). Ren tenterà di replicare il protocollo di Canavero nei prossimi mesi nei topi e scimmie. Tanti i problemi etici che sorgono intorno a questa tecnica chirurgica che forse sono uno dei fattori più frenanti alla sua realizzazione . Intanto qualche religioso potrebbe pensare : “ se l’anima risiede nella testa … “