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7 Marzo Mar 2015 0924 07 marzo 2015

Frontex, per ora è solo un aiuto in mare ai naufraghi

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La grave e contingente situazione che lega Isis, immigrazione clandestina ed instabilità governativa della Libia sta mettendo seriamente in crisi il debole piano di aiuti europei denominato Frontex che vede le marinerie italiane in prima linea assistere un’orda incessante di persone che cercano di sfuggire da un suolo africano e medio orientale ridotto ormai ad un cumulo di macerie e dove organizzazioni malavitose di ogni tipo e senza controllo cercano di ricuperare soldi dall’unica risorsa ancora disponibile, la paura.E’ un crescendo apocalittico innescato prima di tutto dalla eccessiva miopia delle potenze occidentali che hanno continuato a “ depredare il prossimo “come se lo sviluppo potesse continuare in eterno sul nostro pianeta con la stessa logica del “ togliere ai poveri per dare ai ricchi “.

La distruzione causata dai bombardamenti egiziani sulla città libica di Derna.

Gli USA hanno forse, finalmente, cominciato a capire il problema ( cambio di rotta nei rapporti con Iran e Israele) mentre l’Europa “ stenta “ancora a farsi carico di una drammatica realtà politica, economica, morale che lega e collega inesorabilmente due continenti : L’Europa e l’Africa.Il direttore di Frontex lancia l'allarme sulla possibile invasione di migranti dalla Libia : 'nel 2015 dobbiamo essere preparati ad affrontare una situazione più difficile dello scorso anno', così ha dichiarato il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri in un'intervista all'ANSA. 'A seconda delle fonti - spiega - ci viene segnalato che ci sono tra i 500mila ed un milione di migranti pronti a partire dalla Libia'. Questo evidenzia un gravissimo errore di impostazione etico morale e giuridica che sta dietro il piano di aiuti europeo ( Frontex) .

La distruzione causata dai bombardamenti egiziani sulla città libica di Derna.

L’Italia ed ovviamente l’UE debbono predisporre un contingente aereo navale capace di soccorrere un numero illimitato di persone che possono trovarsi in situazione di estremo pericolo su fatiscenti natanti in mezzo al mare, ma questo non vuole dire che le debba traghettare sul suolo europeo. Compiuto il salvataggio, i naufraghi vengono di nuovo scaricati sul luogo di partenza . Qui evidentemente nasce un secondo problema, forse quello maggiore . L’inesistenza spesso di autorità locali, ma solo di bande armate , non permette per il momento dialoghi costruttivi ed è quindi necessario tutto l’intervento logistico ( economico,organizzativo) europeo per permettere un’assistenza i loco dei soggetti che la richiedono . Ma un tale atteggiamento, portato avanti con determinazione ed impegno da Frontex, otterrebbe immediatamente due cose importantissime per il futuro rapporto Europa/Africa : l’immediata cessazione delle attività criminali degli scafisti e l’inizio della lenta e necessaria riflessione del popolo sofferente africano che dovrà ritrovare all’interno dei propri valori etici e culturali la forza di ricostruire , questa volta con il reale aiuto del mondo occidentale ,una società giusta , pacifica ed in grado di offrire un futuro ai propri figli.

Insomma dobbiamo chiarire e chiarirci bene due aspetti del problema tra loro indissolubilmente collegati .ma che hanno tempi e metodi molto diversi di soluzione : il salvataggio in mare e l’aiuto ad un popolo in fuga che cerca pace e prosperità. .