All review

27 Marzo Mar 2015 0954 27 marzo 2015

Recensione dello spettacolo “ Qualcosa rimane “

  • ...

con Monica Guerritore e Alice Spisa. Di Donald Margulies, traduzione Enrico Luttman, regia Monica Guerritore, direttore allestimento Andrea Duilio Sorbera, collaborazione alle scene Giovanni Licheri e Alida Cappellini, costumi Valter Azziniluci Paolo Megliosarta Mara Gentile, direttore palco Marco Parlàregista, assistente Lucilla Mininno, assistente alla regia Maria Lavia.Immagine di Anke Merzbach

Il motore che accende lo scontro generazionale tra una scrittrice di grande talento e fama (Ruth Steiner interpretata da Monica Guerritore) e la sua giovane allieva ed assistente (Lisa Morrison interpretata da Alice Spisa) è alimentato dalla fretta che nasce per la paura di non riuscire mai ad accumulare un vissuto pieno di eventi straordinari, emozioni, turbamenti interiori e profondi tali da fare scaturire nel cuore e nella mente argomentazioni che se narrate e scritte sono liberatorie per l’autore ed interessanti per chi le legge. Ovviamente colei che per paura e fretta “ ruba “ letteralmente un evento vissuto dal suo “ mentore “ ed insegnante Ruth è la giovane Lisa, ma lo scontro tra le due donne ha una sorgente di disperazione che “ trabocca “ più dal cuore della famosa scrittrice che non dalla sua mente. Questo viene evidenziato da un’eccezionale messa a fuoco “ fuori scena “ sul finire dello spettacolo, quando Lisa legge agli spettatori parte del libro pubblicato dove sono evidenti le tracce del vissuto giovanile di Ruth che porta il personale disappunto tra il pubblico per sottolinearne, quasi con incedere da teatro greco, la profonda disperazione umana di chi vede “ il proprio sepolcro scoperto “. Ma qualcosa rimane anche a Lisa : la voglia di vivere per raccontare.

Monica Guerritore è un’attrice di grande spessore, ma questa volta ha messo in evidenza una capacità narrativa dei più intimi sentimenti umani implementandoli con una significativa e geniale regia dove sia la scenografia che le basi musicali sono operosi mezzi del filo narrativo ed emozionale. Alice Spisa è brava quanto Lei : e non è facile fare lo specchio ! Un grande successo scandito dalla sonorità e lunghezza degli applausi al termine della rappresentazione ma più che altro dal silenzio sacrale e rispettoso con il quale il numeroso pubblico ha seguito il confronto-scontro tra i più profondi sentimenti dei personaggi in azione.