All review

30 Marzo Mar 2015 0919 30 marzo 2015

Frate Francesco: tracce, parole, immagini

  • ...

L’esposizione è stata allestita nel Museo del Tesoro della Basilica di San Francesco in Assisi con i più antichi manoscritti e documenti riguardanti il Santo di Assisi . Inaugurata il 28 marzo, sarà visitabile fino al 31 maggio, tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.30. Si tratta dell’ultima occasione per ammirare dal vivo manoscritti francescani del XIII e XIV secolo. La mostra proviene da New York dove , tra novembre e gennaio, ha riscosso un grande successo presso la sede ONU al Brooklyn Borough Hall. Sono 13 codici e 6 documenti d’archivio, quasi tutti dei secoli XIII e XIV, provenienti Fondo Antico della Biblioteca comunale di Assisi presso la Biblioteca del Sacro Convento di Assisi.

Il percorso espositivo si articola in tre sezioni: Tracce, Parole, Immagini.

Le Tracce sono quelle lasciate da Francesco al livello della documentazione ufficiale, nei documenti pontifici – in una lettera papale del 1220 frater Franciscus è nominato per la prima volta in un documento ufficiale – e in alcuni istrumenti notarili. A questi si affianca il più celebre e autorevole dei manoscritti assisani, il codice 338, che racchiude la più antica raccolta degli scritti del Santo (ca. 1245), tra cui i 12 capitoli della Regula fratrum minorum approvata nel 1223 da Papa Onorio III, con la quale Francesco diede ai frati un indirizzo spirituale e la serie di norme pratiche destinate a regolare la loro vita quotidiana, e soprattutto il Cantico delle Creature, la più antica testimonianza di un un’opera poetica in lingua volgare: la vera pagina d’inizio della letteratura italiana.

La sezione Parole contiene alcuni esemplari delle più antiche biografie, le legendae agiografiche del Santo. Il visitatore potrà accostarsi a pezzi rarissimi: un frammento della piùantica biografia, ovvero la Vita beati Francisci o Vitaprima di Tommaso da Celano, del 1229; uno dei tre soli esemplari superstiti del Memoriale in desiderio animae o Vita seconda dello stesso autore, del 1247, entrambi fortuitamente scampati all’ordine di distruzione delle biografie precedenti a quella di Bonaventura da Bagnoregio, la Legenda maior, decretato dal Capitolo generale dei Frati Minori a Parigi nel 1266. A chiudere la sezione un esemplare in volgare dei Fioretti, la più diffusa e conosciuta tra le raccolte agiografiche francescane, caratterizzata da una immagine idealizzata e “popolare” del Santo, tradotta nelle lingue più disparate e tuttora costantemente ristampata.

La sezione Immagini offre una selezione di codici miniati dei secoli XIII-XIV nei quali è raffigurato il Santo di Assisi, un piccolo gruppo di raffigurazioni sufficientemente rappresentative di alcuni dei principali modelli iconografici tradizionali. Sono esposti un antifonario, un breviario francescano, un messale e in particolare una bibbia - tradizionalmente detta “di Giovanni da Parma” – contenente una delle prime immagini del Santo. Dalle parole che narrano le vicende di Frate Francesco si passa dunque alle immagini che intendono celebrarne la santità, documenti visuali in cui il compito di “volgarizzare” e diffondere la fisionomia spirituale del Santo è affidato al linguaggio della bellezza.