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2 Maggio Mag 2015 1750 02 maggio 2015

…No-global; No-ponte;No-tav;No-expo … Si-cosa?

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Proporre e discutere le proprie idee è il sale della democrazia che trova nel ‘confronto’ con quelle degli altri il momento sublime che sancisce la libertà . Uno stato democratico, quindi, ha il dovere primario di assicurare a tutti i cittadini queste possibilità da esplicitare in ogni luogo del Paese ed in tutti i giorni dell’anno, anche quando sono stati programmati eventi eccezionali che necessariamente ci pongono sotto gli “ occhi attenti “ e non sempre benevoli dei media internazionali. Ma dicevano i vecchi saggi :” la mia libertà termina dove inizia quella degli altri “.

In parole povere ogni cittadino deve chiedere, anzi pretendere i propri diritti tenendo conto però che, vivendo in una comunità organizzata, vi sono anche dei doveri da rispettare. Il primo dovere consiste nel proporre le proprie idee con mezzi pacifici in modo tale da non provocare danni ai propri simili, all’ambiente ed alle altrui proprietà. Cose ovvie che una volta costituivano l’abc della civile convivenza , ma che un questi ultimi decenni sembrano completamente dimenticate. Viene il dubbio che perfino le autorità competenti, che sono titolate a chiedere conto ad ogni cittadino dei propri comportamenti, ritengano disdicevole fare simili sottolineature con interventi mirati e risolutivi , ma non violenti, che tutelino le incolumità personali e patrimoniali dell’intera collettività.

Sia ben chiaro, ogni no-qualcosa contiene certamente denunce talvolta da condividere, ma dobbiamo riflettere su un aspetto generale : è più facile dire no o proporre un si ? Tantissimi giovani ieri, primo maggio –festa del lavoro, hanno manifestato nel centro di Milano al grido NO-EXPO provocando però con atti gratuiti di violenza urbana notevoli danni, nel contempo a pochi chilometri di distanza iniziava la propria attività l’EXPO2015 con il prezioso e fondamentale lavoro gratuito di circa 18.000 giovani volontari che hanno detto SI-EXPO. Il confronto tra I NO ed i SI non è nei numeri ,ma nelle modalità di denuncia, proposta e collaborazione al miglioramento del futuro.