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14 Maggio Mag 2015 1057 14 maggio 2015

E' partita la conquista dell'Artico?

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Intanto cominciamo, come si fa nelle indagini di un delitto, nell’individuare il movente: il petrolio.Secondo l’ente di studi geologici statunitense nell’Artide si troverebbero il 30% circa delle riserve di gas del mondo ed il 13% di quelle in petrolio. I cinque Stati con un’estesa linea costiera sull’Artico (Stati Uniti, Canada, Norvegia, Russia eDanimarca) stanno cercando il modo di poter sfruttare i giacimenti petroliferi ma intanto la Danimarca e' diventato il primo Paese ad avanzare formalmente pretese sul Polo Nord. Il ministro degli esteri Martin Lidegard, tramite la rappresentanza permanente all'Onu, ha consegnato la rivendicazione su circa 900 mila chilometri quadrati a nord della Groenlandia. Ma anche altri stati che si trovano geograficamente più lontani dal polo Nord hanno iniziato “ manovre “ per ora solo diplomatiche per ottenere qualche “ esclusiva “ su quei giacimenti che le moderne tecnologie estrattive e lo scioglimento progressivo del ghiaccio galleggiante sul mare rendono più accessibili. In questi ultimi anni sono iniziate operazioni diplomatiche miranti a stabilire nuove ambasciate in queste “lande sperdute” come sta preparandosi a fare l’Inghilterra che tramite la Camera Alta inglese, l’House of Lord, ha invitato il Foreign Office a creare il nuovo ruolo di Ambasciatore di Sua Maestà al Polo Nord. Non è però una novità perché la Francia, il Giappone, la Polonia e Singapore hanno da tempo nominato i loro ambasciatori al polo Nord. Ma non solo .

Ci sono anche sospette intensificazioni di manovre militari: per esempio nel marzo scorso 80.000 soldati russi sono stati impegnati nelle manovre militari straordinarie lanciate nell'Artico e in altre zone della Russia oltre ad avere riaperto mesi fa una base militare nell'Artico dopo 20 anni di abbandono ed inviando dieci navi da guerra e quattro rompighiaccio a propulsione nucleare nell'arcipelago di Novosibirsk. Gli appetiti di Putin crescono ….!