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17 Maggio Mag 2015 1017 17 maggio 2015

Recensione del film “Il racconto dei racconti“

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Titolo inglese : “Tale of Tales “Un film di Matteo Garrone. Con Salma Hayek, John C. Reilly, Christian Lees, Jonah Lees, Alba Rohrwacher,Massimo Ceccherini, Laura Pizzirani, Franco Pistoni, Giselda Volodi, Giuseppina Cervizzi, Jessie Cave, Toby Jones, Bebe Cave, Guillaume Delaunay, Eric MacLennan, Nicola Sloane, Vincenzo Nemolato, Giulio Beranek, Davide Campagna, Vincent Cassel, Shirley Henderson, Hayley Carmichael, Stacy Martin, Kathryn Hunter, Ryan McParland, Kenneth Collard, Renato Scarpa Sceneggiatura : Ugo Chiti , Matteo Garrone,Massimo Gaudioso,Edoardo Albinati Genere :Fantasy Durata :125 min. Produzione :Italia, Francia, Gran Bretagna 2015 Uscita : giovedì 14 maggio 2015

Il racconto dei racconti è un film del 2015, composto da tre filoni narrativi, nel quale Matteo Garrone “ c’è dentro fino al collo “prima di tutto come regista oltre ad avere partecipato alla produzione ed alla sceneggiatura . Dopo aver già conquistato il Gran Prix a Cannes con Gomorra (2008) e con Reality( 2012), questa volta è stato invitato al prestigioso festival francese a presentare un film che di fatto è l'adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, pubblicata a Napoli tra il 1634 ed il 1636. Delle 50 fiabe che compongono l’opera completa, che ha le caratteristiche delle novelle medioevali con toni fiabeschi e motivi popolari acquisiti, il regista ne ha scelte tre per realizzare il suo film: “ la pulce” ;”le due vecchie“ e “ la regina “.

Tre storie che si intrecciano in un misterioso rituale dove i veri protagonisti sono tre sovrani, la regina di Selvascura (Salma Hayek) pronta a tutto pur di avere un figlio, anche a mangiare il cuore sanguinante di un drago marino; il lussurioso re di Roccaforte (Vincent Cassel) talmente accecato dal desiderio da credere che la suadente voce di una vecchia lavandaia sia in realtà di una bella giovane ed il re di Altomonte (Toby Jones) affezionato più ad una pulce che alla figlia Viola (la bravissima Bebe Cave), la quale finisce in sposa a un orco. Tre storie che hanno prima di tutto degli elementi in comune trasversali ai profili narrativi delle vicende e sempre attuali: il desiderio di giovinezza e gli affetti intesi come possesso .

Nel film si muove un'umanità grottesca fatta di streghe, principesse, negromanti, nani e circensi ma che nelle cronache attuali troviamo ugualmente nella trasposizione dei personaggi nella nostra epoca. L'orrido e il fiabesco che permea i sensi dello spettatore deve quindi trovare sponda nella nostra quotidianità anch’essa ricca di mostri, saltimbanchi, ciarlatani ,viziosi e iperpossessivi. Di corpi e di anime.Un film nato, finalmente, con le grandi idee che si rivolgono ad un pubblico eterogeneo e senza frontiere con un generoso cast di nomi internazionali, le musiche di Alexandre Desplat e la scelta di girare in lingua inglese. Con attenzione particolare vanno osservati i costumi ( Massimo Canturi Parrini) e la scenografia (Alessio Anfuso) che costituiscono un’opera documentale prestigiosa e preziosa valorizzati oltretutto da una fotografia (Peter Suchitzky) che dona a tutto il film un eccezionale incanto visivo.