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6 Giugno Giu 2015 1249 06 giugno 2015

Recensione del film “Fury”

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Paese di produzione Stati Uniti d'America

Anno 2014

Durata 134 min

Audio Dolby Digital, SDDS

Genere azione, drammatico, guerra

Regia David Ayer

Soggetto David Ayer

Sceneggiatura David Ayer

Produttore David Ayer, Bill Block, John Lesher, Ethan Smith

Produttore esecutivo Brad Pitt, Anton Lessine, Sasha Shapiro, Ben Waisbren

Fotografia Roman Vasyanov

Musiche Steven Price

Scenografia Andrew Menzies

Interpreti e personaggi

Brad Pitt: Don 'Wardaddy' Collier

Shia LaBeouf: Boyd 'Bible' Swan

Logan Lerman: Norman 'Machine' Ellison

Michael Peña: Trini 'Gordo' Garcia

Jon Bernthal: Grady 'Coon-Ass' Travis

Jim Parrack: Sergente Binkowski

Jason Isaacs: Capitano Waggoner

Xavier Samuel: Tenente Parker

Brad William Henke: Sergente Davis

Kevin Vance: Sergente Peterson

Scott Eastwood: Sergente Miles

Alicia von Rittberg: Emma

Anamaria Marinca: Irma

Fury ( furia in italiano ) è il nome che orgogliosamente e familiarmente hanno dato questi valorosi veterani americani di molte battaglie al loro carro armato Sherman M4A3E8. La storia del film è ambientata nell’aprile 1945 durante le ultime estenuanti battaglie nella Germania nazista, una sorta di luogo degli orrori, dove il vecchio regime di Hitler tenta azioni disperate impiegando soldati bambino e dove le SS compiono le ultime nefandezze contro la stessa popolazione civile. Gli “abitanti” del carro armato sono Don 'Wardaddy' Collier ( Brad Pitt), sergente della 2ª Divisione corazzata, il cannoniere Boyd ( Shia LaBeouf) profondamente religioso e soprannominato 'Bibbia', il pilota messicano Trini 'Gordo' Garcia(Michael Peña:), il rude caricatore Grady 'Coon-Ass' Travis (Jon Bernthal) e la giovane recluta Norman Ellison (Logan Lerman), un ragazzo arruolato solo da otto settimane come dattilografo che non è mai stato in un carro armato e non ha mai ucciso un uomo.

Il personaggio realizzato da Brad Pitt acquista uno spessore notevole nella misura in cui, non solo viene apprezzata e sottolineata la sua eccezionale bravura come carrista che oltretutto deve sfidare continuamente i carri tedeschi molto più potenti ed attrezzati, ma anche per le qualità umane che lo portano ad occuparsi dei propri commilitoni come un padre di famiglia verso il quale si deve rispetto. Tutta qui la novità del soggetto del film che in questo, principalmente, si distingue da tanti altri film americani che hanno descritto in mille modi il valoroso intervento delle truppe statunitensi nella seconda guerra mondiale dallo sbarco in Normandia alla battaglia di Berlino. Da questo, inoltre, sembra scaturire anche, un diverso approccio valutativo della guerra stessa in generale, con una visione più approfondita che pone in gioco valori patriottici ma anche una valutazione dei propri simili che acquista un’importanza eccezionale nella stessa ricerca introspettiva e talora trascendente. Non a caso una delle ultime sequenze del lungo film mette in evidenza un atteggiamento di “pietà universale”di un giovane soldato tedesco che salva la vita all’impaurito Normann. Ottima la regia che ci proietta letteralmente nel vivo delle azioni belliche con effetti speciali di grande pregio, appropriata la colonna sonora. Epico lo scontro/incontro tra Don 'Wardaddy' Collier il sergente “ di ferro “ ma con cuore e cervello ed il giovane Norman 'Machine' Ellison che immola la propria innocenza sull’altare di altri valori.