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23 Giugno Giu 2015 0608 23 giugno 2015

Pittori fino ad oggi poco conosciuti, di eccezionale inventiva e dotati di tecniche elaborate

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Il 2015 è l'anno dell'Expo di Milano nel quale tutta l’Italia è tenuta a valorizzare le proprie attrattive e dunque anche il patrimonio artistico con mostre diverse,interessanti anche perchè nuove e curiose, così da interessare e coinvolgere il massimo numero possibile di visitatori.Ma solo grandi musei come le Gallerie degli Uffizi e dell’Accademia possono permettersi di proporre figure artistiche diverse da quelle più note e popolari, valorizzando così la propria missione di educazione all’arte riproponendo l'attenzione su artisti meno conosciuti dal grande pubblico.

Quattro mostre monografiche dedicate alla presentazione di pittori poco noti si collocano tra il Rinascimento ed il Barocco, secondo una politica di riscoperta e valorizzazione fondata sugli studi dei massimi esperti. Dunque stanno per essere inaugurate a Firenze due eccezionali mostre dedicate a Piero di Cosimo( 23 giugno-27 settembre) e Carlo Dolci (30 giugno-15 novembre) mentre quelle dedicate a Carlo Portelli( 21 dicembre- 30aprile) ed a Gherardo delle Notti( 10 febbraio-24 maggio)hanno già ultimato il loro periodo espositivo con grande successo.Presso la Galleria degli Uffizi a Firenze viene inaugurata il 23 giugno la mostra di Piero di Cosimo ( 1462-1522) 'Piero, Pittore “fiorentino” eccentrico fra Rinascimento e Maniera 'che sarà visitabile fino al prossimo 27 settembre .Piero è un geniale eccentrico fiorentino vissuto tra il XV e il XVI secolo che si fa notare ed apprezzare per la sua inesauribile inventiva . Molti quadri rappresentano con tecnica evoluta soggetti rari o rarissimi, dipinti con visionaria singolarità: basti citare le “Storie dell’umanità primitiva”, scene rimaste uniche nella storia dell’arte rinascimentale.

La mostra fiorentina ricostruisce il percorso artistico di Piero di Cosimo, a partire dalla formazione nella bottega di Cosimo Rosselli .Gli incontri determinanti con l’arte di Leonardo da Vinci e dei pittori fiamminghi stimolarono nel maestro la capacità di osservare la natura e la realtà circostante con incantata meraviglia, trasportandone di volta in volta frammenti nei dipinti di soggetto sacro, dove si arricchiscono di significati simbolici.Pittore solitario, al limite della misantropia, secondo quanto racconta il suo principale biografo Giorgio Vasari, anticonvenzionale, Piero mostra affinità con Leonardo da Vinci per l’interesse verso la natura e la raffigurazione degli stati d’animo.Come Leonardo fu uno sperimentatore e questa, in un momento che segna il passaggio dalla tradizionale pittura a tempera ad uovo a quella della pittura a olio, può essere la ragione per cui diversi suoi dipinti risultano danneggiati.

Dal 30 giugno parte invece la mostra di Carlo Dolci con la quale si entra nella vita artistica della corte fiorentina nel pieno Seicento, dominata dalla granduchessa Vittoria Della Rovere.La mostra, che sarà allestita nella Sala Bianca e negli ambienti adiacenti della Galleria Palatina, intende celebrare il genio artistico di Carlo Dolci (1616-1687), il pittore fiorentino più importante del Seicento, le cui opere sono oggi conservate, in gran parte, nelle più note collezioni pubbliche italiane e in molti musei stranieri.Apprezzato da sempre per le sue esclusive realizzazioni artistiche, dotate di una sorta di “realismo magico” e di una naturalezza descrittiva che rasenta l’iperrealismo, Dolci lavorò soprattutto per la famiglia granducale dei Medici, per la quale realizzò veri e propri gioielli pittorici, ammiratissimi dagli estimatori d’arte e dai più fini collezionisti in visita a Firenze nel corso dei secoli. La mostra antologica propone, attraverso una selezione di oltre settanta dipinti , di mettere a fuoco la bellezza e l’unicità dei dipinti di questo maestro, partendo dalle sue “prove” giovanili fino a giungere ai capolavori della piena maturità. Ai dipinti eseguiti per Casa Medici, oggi conservati in gran parte nelle raccolte di Palazzo Pitti e nella Galleria degli Uffizi di Firenze, si affiancheranno pitture documentate nelle fonti antiche .Oltre a una raffinatissima Sant’Agata già Osterley Park, saranno presentati dipinti inediti, come il Ritratto del Beato Angelico, eseguito da Dolci nel 1648, dono per la sua ammissione all’Accademia delle Arti del Disegno, ritenuto perduto e conservato attualmente nella direzione del Museo di San Marco a Firenze.