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4 Agosto Ago 2015 0858 04 agosto 2015

Recensione del film ''Fino a qui tutto bene ''

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Paese di produzione :Italia ;Anno:2014;Durata: 80 min;Genere: commedia;Regia:Roan Johnson;Sceneggiatura:Roan Johnson, Ottavia Madeddu;Produttore:Roan Johnson;Distribuzione (Italia): Microcinema;Fotografia:Davide Manca;Montaggio:Paolo Landolfi, Davide Vizzini;Musiche:Gatti Mézzi, Zen Circus;Scenografia: Rincen Caravacci; Costumi:Rincen Caravacci Interpreti e personaggi Alessio Vassallo : Vincenzo ;Paolo Cioni : Cioni ;Silvia D'Amico : Ilaria ;Guglielmo Favilla : Andrea ;Melissa Bartolini : Francesca ;Isabella Ragonese : Marta ;Marco Teti : Bernardini

Ci sono tanti modi per descrivere la situazione del mondo giovanile attuale. E' ovvio che vi possono essere varie realtà prima di tutto connesse al tipo di famiglia di origine, al luogo di nascita, al livello culturale raggiunto, alle capacità personali, ma senz'altro tutte hanno in comune un grande livello di incertezza e di indeterminazione che si manifesta in maniera dirompente al momento che si dovrebbe 'fare il grande salto' per iniziare una propria vita autonoma in un luogo, magari lontano da quello di origine, con un lavoro idoneo alla valorizzazione del percorso formativo intrapreso, insieme talvolta ad un compagno/a con il quale è possibile condividere amore e complicità esistenziale.

Tutto questo è descritto in questo film con delicatezza ed incisività, senza rabbia ma con amore: l'ultimo weekend di cinque ragazzi che hanno studiato all'Università di Pisa e vissuto nella stessa casa, dove si sono consumati sughi scaduti e paste col nulla, lunghe discussioni con relative ' seghe mentali', fugaci e giocosi amplessi, nottate sui libri, ansie per gli esami mediate con feste 'scazzate' protratte fino all'alba , invidie, gioie,cocktail assurdi, amori e dolori, dove certamentec hanno condiviso il momento forse più bello della loro vita, di sicuro quello che non dimenticheranno mai. Ora debbono abbandonare questa casa in affitto equamente suddiviso, ognuno dovrà assumersi un nuovo ruolo, magari nel mondo del lavoro, qualcuno dovrà andare addirittura all'estero per poter 'spendere al meglio' la propria laurea,tutti dovranno assumersi nuove e gravose responsabilità. Ilaria (Silvia d'Amico) addirittura aspetta un bambino è dovrà maturarne le conseguenze prima di tutto all'interno del ristretto gruppo di amici e poi anche con la lontana famiglia( tramite Skype).

Insomma il film è stato in grado di far immergere lo spettatore in un microuniverso caotico ed esplosivo come il giorno del 'big bang', analizzando con rispetto ed amore la condizione dei giovani d'oggi nel momento che tentano di decollare da una pista troppo accidentata e con un mezzo non del tutto adeguato. Ottima la regia, meravigliosa la colonna sonora realizzata dai Gatti Mézzi, tutti bravi i protagonisti che meritano di essere ulteriormente messi alla prova della macchina da presa.Una segnalazione speciale a Paolo Cioni che mi ha ricordato addirittura il primo Benigni e la bravissima Isabella Ragonese che ha dato il giusto spessore interpretativo a Marta. L'ultima scena , con i cinque ragazzi in balia delle onde alla deriva sul mare , in attesa di aiuto , dopo che il motore della barca si è fermato per assenza di benzina, è la metafora di uno schiaffo in faccia alla attuale società che non è in grado di aiutare i giovani a trovare il loro futuro. Diamo,almeno, dimensione e valore ad una operazione artistica per la quale nessuno degli attori e dei tecnici è stato pagato per il lavoro svolto, ma ad ognuno è stata assegnata una percentuale sugli incassi in sala. Insomma sembra che per finanziare il film sia stata utilizzata una formula particolare: la realizzazione in partecipazione ( notizia ripresa dall'articolo di Chiara Ugolini pubblicato su Repubblica il 22 /10/2014)