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29 Agosto Ago 2015 0747 29 agosto 2015

Il ponte sullo stretto di Messina

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Ci sono delle storie nella cronaca, spesso nera, quella che in effetti dovrebbe contare molto poco nella impostazione editoriale di un giornale di grande rilievo nazionale o internazionale, che accompagnano il lettore per anni, dal giudizio di primo grado alla cassazione. Altre volte, sempre più spesso, vi sono invece notizie di eventi che interessano o dovrebbero interessare l'intera comunità nazionale, dei quali si perdono facilmente le tracce. Molto probabilmente potrebbero essere ritrovate andando ad analizzare la composizione delle spese del debito pubblico italiano che in questi ultimi anni ha avuto un'ulteriore impennata. Non certo solo per il dilatarsi progressivo della spesa pubblica, ma sicuramente anche per gravi inefficienze e tarde decisioni logistiche,che hanno contribuito al dissesto finanziario dello stato.

Per esempio : vi ricordate il progetto per il Ponte sullo stretto di Messina ? Il 17 dicembre del 1971 il governo Colombo approvò la legge n. 1158 che autorizzava la creazione di una società di diritto privato a capitale pubblico, concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento stabile viario e ferroviario. Da quel momento si iniziò a spendere soldi pubblici per il ponte sullo Stretto di Messina tra Scilla e Cariddi. Al 2010 erano già stati spesi almeno 230 milioni di euro in studi e progettazioni, più volte presentati e modificati per arrivare nel 2003 all'ultima proposta dalla società Stretto di Messina spa , di un ponte sospeso, ad unica campata di 3,3 km di lunghezza, sorretto da torri di circa 400 metri di altezza, che serva a far passare sia le auto che i treni, al costo di 8,5 miliardi di euro (oltre mezzo punto del famoso Pil).

Quando la crisi economico-finanziaria si è fatta più acuta vari governi a partire da quello Monti hanno cercato di sospendere o bloccare la realizzazione di questa opera faraonica e troppo costosa. Ricordo e riporto fedelmente il comunicato stampa emanato al termine del Consiglio dei Ministri n.52 ter del 31.10.2012 relativamente alle decisioni assunte in merito ai lavori per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina :

“Il Consiglio dei Ministri ha deciso di prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l’approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo stretto di Messina al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità. Tale decisione è motivata dalla necessità di contenimento della spesa pubblica, vista anche la sfavorevole congiuntura economica internazionale, ed è in linea con la proposta della Commissione europea dell’ottobre 2011 di non includere più questo progetto nelle linee strategiche sui corridoi trans-europei. Solo tali opere, infatti, possono godere del co-finanziamento comunitario.Qualora in questo periodo di tempo non si giungesse a una soluzione tecnico-finanziaria sostenibile, scatterà la revoca ex lege dell’efficacia di tutti i contratti in corso tra la concessionaria Stretto di Messina spa e il contraente generale, con il pagamento delle sole spese effettuate e con una maggiorazione limitata al 10%.Questa nuova procedura dovrà essere accettata dal contraente generale tramite la sottoscrizione di un atto aggiuntivo al contratto vigente.In ogni caso, durante il periodo di proroga, previa deliberazione del Cipe, potranno comunque essere assicurati sui territori interessati interventi infrastrutturali immediatamente cantierabili, a patto che presentino una funzionalità autonoma e siano già compresi nel progetto generale”

Mi chiedo e vi chiedo : due anni di proroga sono passati . Il governo Renzi ha proposto qualche soluzione ultimativa riguardo a questa realizzazione ? Una bella patata bollente per l'attuale governo .Da notare che se fosse deciso l'annullsamento del progetto potrebbero scattare enormi penali da pagare al consorzio Eurolink che già si trova in contenzioso con lo Stato.