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31 Agosto Ago 2015 1404 31 agosto 2015

Terre di opportunità : non solo l'Europa !

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Il 2 dicembre 2010, nella sede principale della FIFA a Zurigo, è stato deciso che l'edizione del 2022 della Coppa del mondo FIFA si giocherà in Qatar che aveva presentato la propria candidatura con un programma realizzabile in 12 stadi. Dal momento che in estate le temperature in quelle regioni sono incompatibili con prestazioni atletiche all'aperto, il Qatar ha garantito che provvederà alla costruzione di impianti sportivi che forniranno condizioni climatiche ottimali sia agli atleti sui campi di gioco,sia agli spettatori sulle gradinate.Il Qatar costruirà quindi 9 nuovi stadi e ne dovrà ristrutturare 3, con 12 sedi suddivisi tra 7 città ospitanti : Al-Daayen, Al-Khor, Al-Rayyan, Al-Shamal, Al-Wakrah, Doha e Umm Slal.

Quindi sarà necessario reclutare una grande quantità di lavoratori all'estero dal momento che i residenti del Qatar sono solamente 1.758.793 abitanti tutti benestanti. Nella comunità europea nacquero delle perplessità su questa massiccia offerta di mano d'opera ( si parlò di 500 mila lavoratori)che poteva essere occasione di lavoro forzato e schiavismo. Per questo motivo nel 2013 il Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, approvò una risoluzione in cui si esprimeva una forte ''preoccupazione'' per la situazione dei lavoratori migranti in Qatar in particolare per quanto riguarda gli orari di lavoro, il mancato pagamento degli stipendi, la confisca dei passaporti e l'obbligo di vivere in accampamenti sovraffollati. Una buona iniziativa , ma oggi dopo due anni , assistendo ad una migrazione massiccia dall'Africa e dal Medio Oriente verso l'Europa di persone minacciate e perseguitate che cercano disperatamente un territorio dove potere lavorare e vivere in tranquillità , non sarebbe il caso che la comunità europea provasse a suggerire a molti disperati che approdano sulle nostre coste che vi sono anche altri territori , come il Qatar che possono offrire una degna sistemazione ?A condizione ovviamente che vengano garantite condizioni di lavoro accettabili.

Ma non solo, i governi europei dovrebbero provvedere ad informare sistematicamente molte persone richiedenti asilo delle opportunità lavorative che possono essere disponibili in molti paesi, magari anche più vicini e facilmente raggiungibili rispetto al loro punto di partenza.