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19 Settembre Set 2015 0811 19 settembre 2015

Il diritto di assemblea sindacale

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Normativa di riferimento : Costituzione, artt. 18 e 39 co. Legge 300/1970, Statuto dei lavoratori, artt. 20 e 35

In sintesi :

Il diritto di assemblea sindacale è disciplinato dallo Statuto dei lavoratori (Legge 300/1970) il quale, all’art. 20, prevede il diritto dei lavoratori a riunirsi nell’unità produttiva in cui prestano la loro opera.Il diritto di assemblea sindacale, ex art. 20, secondo quanto previsto dallo Statuto Lavoratori (cfr. art. 35) si applica:alle sedi, stabilimenti, filiali, uffici o reparti autonomi che occupano più di quindici dipendenti delle imprese industriali e commerciali, alle imprese agricole che occupano più di cinque dipendenti, alle imprese industriali e commerciali che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti, alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti.

Il diritto di assemblea nel pubblico impiego:

La riforma del pubblico impiego introdotta dall’art. 2 della Legge delega del 23 ottobre 1992, n. 421, e dal conseguente Decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, con le successive modifiche, ha profondamente mutato i termini del problema dell’applicazione dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970) ai pubblici dipendenti. Infatti, per i dipendenti dello Stato e degli altri enti pubblici soggetti alla riforma, oggi è vigente l’art. 2, co. 2, D.Lgs. n. 165/2001 che afferma che “i rapporti di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche sono disciplinati (…) dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell’impresa” e tra esse, pertanto, dallo Statuto dei Lavoratori.In coerenza con questa norma di principio, l’art. 42, co. 1, e l’art. 51, co. 2 del Decreto legislativo citato esplicitamente dispongono che anche nelle pubbliche amministrazioni la libertà e l’attività sindacale siano regolate secondo le disposizioni della Legge 300/1970.Pertanto, anche ai dipendenti pubblici si applica l’art. 20 Statuto Lavoratori.

In questo ultimo periodo è già capitato più volte che la chiusura di un museo o di un sito archeologico per qualche ora di assemblea sindacale in orario di servizio dei dipendenti abbia portato ad una pubblica condanna dei lavoratori e del sindacato, esternata da buona parte della classe politica italiana tramite il solito ' disinvolto' uso dei mezzi di informazione disponibili, tanto da sollevare la pubblica indignazione di molte persone. Sembra che i sindacati facciano uso di leggi statali che in anni precedenti diversi politici di allora hanno sollecitato e voluto come preziose conquiste sociali. Evidentemente il mondo e le conseguenti necessità stanno modificando le ottiche sociali di riferimento. Non entro nel merito della cosa, faccio solo notare che i nostri politici attuali dovrebbero semplicemente provare ad adattare questi dispositivi di tutele sindacali alle nuove esigenze, senza però accusare nessuno di cattivo uso di strumenti da anni concordati. Troppo comodo fare credere che una lunga attesa per entrare nel Colosseo faccia crollare l'indice di stima degli stranieri nei confronti degli italiani . Il turismo internazionale ricorda ben altri disservizi ....!!