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4 Ottobre Ott 2015 1103 04 ottobre 2015

Recensione del film ''Padri e figlie''

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Jake Davis(Russell Crowe)è uno scrittore, che ha già vinto un premio Pulitzer, con una bella famiglia composta da moglie e figlia ancora piccola, ma un disastroso incidente d'auto, con lui alla guida, uccide la cara consorte e riduce male lui stesso tanto che ben presto nascono grossi problemi neurologici e psichiatrici che lo costringono ad un lungo ricovero presso un ospedale specialistico. Diventa così terribilmente complicata la gestione della figlia Kate ( Amanda Seyfried) per questo Jake è costretto ad affidare l'amata 'patatina' alla zia, sorella della madre defunta, che nutre nei suoi confronti un profondo rancore ritenendolo responsabile della morte della sorella.

Gabriele Muccino raddoppia il patos della storia collocandola sul doppio piano temporale :New York, 25 anni dopo, Kate è diventata una bella ragazza nella quale il grande unico amore per il padre , vissuto come fonte di consolazione e sopravvivenza, ha generato in lei ,dopo la sua morte ,un vuoto affettivo profondo che si è manifestato nel suo comportamento. Dimostra molta attenzione verso gli altri, infatti è una valida assistente sociale di bambini problematici, ma non riesce ad innamorarsi limitandsi al sesso occasionale. Il bravo regista, come il grande cuoco in cucina riesce a bilanciare ed armonizzare vari sapori, propone il tema principale del film in varie ' salse' ed in varie tonalità. Così il bravissimo Muccino pone il tema centrale del film, di troppo amore si vive bene e male, su vari piani in modo che lo spettatore abbia la possibilità di vedere questo aspetto da vari punti di vista che tra loro interagiscono in un confronto virtuoso. L'amore del padre e quello della figlia a confronto-scontro con quello falso e distorto della zia(Diane Kruger ),l'amore che nasce tra Kate e la bambina assistita (Quvenzhané Wallis),l'amore connesso all'aspetto professionale della sua press agent (Jane Fonda) ed infine e soprattutto il grande amore del riscatto tra Kate e Cameron (Aaron Paul).

Un belllissimo film, stupende interpretazioni, un ''prezioso cammeo '' di Jane Fonda, con un fastidioso ''riflesso rosa '' che può aleggiare talvolta non sullo schermo ma nella mente dello spettatore , derivante da un eccessivo clima ''caramelloso''. Speriamo che riesca magari a stemperare l'eccessivo amaro in bocca che hanno molte persone !