All review

19 Ottobre Ott 2015 1643 19 ottobre 2015

Sempre più'' ingombrato'' lo spazio intorno alla Terra

  • ...

Un cubeSat è un tipo di satellite miniaturizzato avente forma cubica, volume di 1 dm³ e massa non superiore a 1,33 kg. Il modello CubeSat è stato sviluppato a partire dal 1999 dal Politecnico Statale della California e dall'Università di Stanford. Il termine 'cubesat' è stato coniato per denotare quei nanosatelliti che rispettano le specifiche descritte nel progetto CubeSat.

Il giorno 5 ottobre due CubeSats, AAUSat-5 e GomX-3 sono stati rilasciati dal modulo di camera di decompressione, il giapponese Kibo, della ISS. Un astronauta tramite il braccio robotico li ha sollevati dalla camera di equilibrio e messi in orbita.AAUSAT5 è un progetto dell' Università di Aalborg ( Danimarca). E 'il quinto membro della loro famiglia di satelliti AAUSAT, che mirano ad offrire agli studenti l'opportunità di lavorare su progetti spaziali reali durante gli studi.Il GomX-3 è stato progettato e costruito per l'ESA dalla società danese Gomspac e nonostante le sue piccole dimensioni di 10x10x30 cm, il nanosatellite controlla con precisione l'orientamento facendo girare 'ruote di reazione' miniaturizzati a velocità variabile.Una volta rilasciati dalla ISS i CubeSat hanno iniziato ad inviare segnali a terra che possono essere ricevuti da chiunque con apparecchiature radioamatoriali comune. Le frequenze per ascoltare sono:il AAUSat-5 trasmette a 437,425 MHz con 30 WPM CW faro ogni 3 minuti e 9600 bps GMSK pacchetto ogni 30 secondi.il GomX-3 trasmette a 437,250 MHz 1200-9600 bps dati GMSK utilizzando il protocollo CSP.Il GomX-3 supporterà anche il monitoraggio di aeromobili civili e misurerà la qualità del segnale satellitare per telecomunicazioni. AAUSat-5 monitorerà le navi in ​​mare aperto.

Rileggendo però un vecchio articolo, pubblicato sul sito dell'ASI ( Agenzia Spaziale Italiana) datato 2009 ( ben 6 anni fa) vengono però alla mente alcune perplessità che ovviamente giriamo ai competenti in materia:

18 marzo 2009

Detriti spaziali: che fare?

Sempre più evidente il problema dell’affollamento delle orbite, specie quelle più basse

Se non è un'emergenza, poco ci manca. La cronaca recente sta portando sempre più spesso al centro dell’attenzione la questione dello “Space Debris”; espressione che convenzionalmente indica l’affollamento nello spazio di detriti artificiali prodotti dall’uomo e meteoriti naturali che passano nelle vicinanze del nostro pianeta. Basti pensare all’allarme scattato il 12 marzo sulla Stazione Spaziale Internazionale, evacuata per pochi minuti a causa del pericolo, poi fortunatamente scongiurato .....per continuare a leggere

http://www.asi.it/it/news/detriti-spaziali-che-fare