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31 Ottobre Ott 2015 0041 31 ottobre 2015

Recensione del film : '' Suburra ''

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La Suburra (Subura dal latino sub-urbe) era un vasto e popoloso quartiere dell'antica Roma situato sulle pendici dei colli Quirinale e Viminale fino alle propaggini dell'Esquilino.Poiché la popolazione della parte bassa del quartiere era costituita da sottoproletariato urbano che viveva in condizioni miserabili, benché affacciata su un'area monumentale e di servizi pubblici, il termine suburra ha ancora, nel linguaggio comune, il significato generico di luogo malfamato, teatro di crimini e immoralità.

Un film che mette a nudo una storia ancora troppo recente e tutta ancora da decifrare e superare. Per questo, dopo due ore e più di proiezione con una colonna sonora incalzante ma anche assordante a causa dei volumi molto alti, il pubblico si alza dalle sedie e come ' zombi ' cerca di raggiungere l'esterno della sala, quasi per esorcizzare e sfuggire ad un incubo troppo vero per essere un film. Anche la successione dei capoversi che scandiscono la scaletta temporale drammatica degli eventi che portano al giorno ''dell'apocalisse'' contribuiscono al ''tormentone '' senza però gratificarci alla fine della piena consapevolezza che'' il peggio'' ( nella realtà s'intende) è superato ed ''i cattivoni'' ora non fanno più paura a nessuno. Anzi ! Abbiamo da poco ascoltato il telegiornale prima di prendere l'auto per raggiungere il cinema e le vicende attuali del comune di Roma ci sembrano brani del film ancora da inserire in fase di ulteriore montaggio , come del resto da pochi giorni abbiamo avuto modo di ascoltare le molte polemiche connesse con un vistoso funerale a Roma del capo di una potente famiglia di zingari . Ma è storia troppo recente anche la vicenda di Mafia Capitale , dove la magistratura ha fatto emergere che il lido ostiense è soggetto ad appalti criminali da parte di clan mafiosi che si accaparrano aree demaniali e stabilimenti balneari per mezzo della corruzione di pubblici ufficiali, a favore di imprenditori associati ai clan mafiosi. Il film con grande maestria e lucidità fa anche intuire, ma non capire completamente , che l'asse portante della strategia di completo asservimento dei potentati economici della capitale sono connessi al potere politico, alla criminalità ed al Vaticano.

Pierfrancesco Favino in una scena del film.

Pier Francesco Favino interpreta in maniera magistrale il ruolo del politico corrotto Filippo Malgradi che deve fare di tutto per fare approvare tutte le varianti al piano regolatore di Ostia per permettere la nascita di una quantità esagerata di casinò, discoteche , locali vari e ristoranti , ecc. un investimento colossale che vede l'interessamento anche del Vaticano, ma soprattutto il coordinamento tra i vari protagonisti necessari per la realizzazione del progetto. La mente criminale, il capo boss di riferimento , colui che incute paura e rispetto, l'ultimo superstite della Banda della Magliana e garante dei rapporti tra la malavita romana e la politica, il Samurai , è interpretato con naturale espressività da Claudio Amendola. Il braccio violento di certe operazioni sul litorale ostiense è invece un giovane' duro' emergente e supertatuato detto ' Numero 8' . Alessandro Borghi riesce molto bene nella difficile impresa di essere ed apparire 'gran cattivone' , come la brava Greta Scarano è la compagna Viola che si dimostra in tutto e per tutto all'altezza della violenza e cattiveria dell'amato compagno. Anzi sarà proprio lei a vendicarne la morte con l'uccisione del Samurai. Un plauso a parte la merita l'interpretazione di Elio Germano nei panni del viscido PR Sebastiano che trova alla fine il coraggio bestiale di una riscossa fisica e morale nei confronti del proprio aguzzino Manfredi.

Un film ben fatto, che non segue fedelmente le trame descritte nel libro di riferimento ma che più che altro non mette in evidenza le parti sane ed oneste della vicenda che mi auguro avranno avuto modo di essere presenti , temporalmente parlando, per potere arginare un male così profondamente diffuso nel tessuto sociale di una capitale che ricorda uno o più gironi infernali . Ma il popolo grida : aridateci il Paradiso !