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24 Dicembre Dic 2015 1644 24 dicembre 2015

Brutte notizie dall'Artico

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Il permafrost è un terreno tipico delle regioni dell'estremo nord Europa, dove il suolo è perennemente ghiacciato, la cui estensione superficiale ed il suo spessore variano in funzione delle condizioni climatiche. Infatti lo strato superficiale è sensibile ai cambiamenti climatici stagionali, arrivando a scongelarsi in parte durante il periodo estivo per poi ricongelarsi d'inverno, mentre quello profondo non si è più scongelato dal tempo dell'ultima glaciazione, circa 10 000 anni fa. La presenza di flora vegetale è possibile soltanto sullo strato attivo superficiale, in quanto lo sviluppo di forme vegetali può avvenire solo su terreni che siano scongelati per almeno una parte dell'anno. In tal caso se ne può avere, per siti particolarmente soleggiati, o in epoche particolarmente calde, la temporanea scomparsa; tale fenomeno è detto permafrost sporadico.Intrappolato al disotto del permafrost permanente, che funge da copertura impermeabile si può trovare anche in grande quantità gas metano, accumulatosi nel corso dei millenni. Ad oggi questi giacimenti metaniferi sono naturalmente sigillati verso l'alto dalle vaste estensioni di terreni congelati, impermeabili quindi ai gas.

Nel territorio artico dell'emisfero boreale (dove sono la maggior parte di terre emerse del pianeta, e quindi esposte al congelamento e scongelamento), si teme oggi, come conseguenza dello scioglimento del permafrost, la liberazione di grandi quantità di metano nell'atmosfera terrestre, che si aggiungerebbero agli altri gas che già favoriscono l'effetto serra. Già da qualche anno nell'estremo nord della Siberia si sono formate voragini nel terreno provocate dalle bolle di metano presenti nel permafrost ed esplose in seguito all'innalzamento delle temperature.Questo fenomeno, che ovviamente avveniva solo in estate , sembra che avvenga ora anche in inverno e primavera con importanti conseguenze sui processi climatici .

La dimostrazione di ciò è contenuta in uno studio dell’Ibimet-Cnr pubblicato su Pnas. L’Artico rappresenta un anello critico per l’equilibrio del sistema climatico globale, in quanto contiene immense quantità di carbonio immagazzinate sotto forma di permafrost, che con l’aumento della temperatura rischiano di essere degradate ed emesse in grande quantità in atmosfera, amplificando l’effetto serra ed il riscaldamento globale. Nella stagione fredda, queste emissioni di metano, gas serra con un potenziale di riscaldamento globale ben maggiore dell'anidride carbonica, sono sorprendentemente uguali o addirittura maggiori a quelle dell’estate. A rivelarlo uno studio guidato da Beniamino Gioli dell’Istituto di biometeorologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibimet-Cnr) e da Donatella Zona, dell’University of Sheffield e San Diego State University, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United Statesof America (Pnas)'' ( Fonte : c.s. 118/2015 del CNR)