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27 Febbraio Feb 2016 1559 27 febbraio 2016

'' La vedova allegra '' a Livorno

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'La vedova allegra' di Franz Lehar è stata in scena nel glorioso teatro Goldoni di Livorno sabato 27 febbraio alle ore 20.30 e domenica 28 in pomeridiana (inizio ore 16.30) con un nuovo allestimento realizzato da L.T.L. Opera Studio, il laboratorio permanente di formazione, specializzazione e perfezionamento per le professioni del teatro musicale, operante dal 2001 nell'ambito delle attività della Fondazione Teatro Città di Livorno 'Carlo Goldoni', dell'Azienda Teatro del Giglio di Lucca e della Fondazione Teatro di Pisa per l'attività dell'anno 2015 con il contributo di Ministero per i Beni e per le Attività Culturali - Regione Toscana.

Il team chiamato a realizzare lo spettacolo era così composto: sul podio, alla guida dell’Orchestra Giovanile Italiana, l’affermato direttore italiano M° Nicola Paszkowski,la regia è di Fabio Sparvoli, il noto regista teatrale, da oltre vent’anni firma di punta dei teatri lirici, le suggestive scenografie ed i bellissimi costumi in perfetto stile Belle époque sono rispettivamente di Giuliano Spinelli e Irene Monti, le luci di Vinicio Cheli e le coreografie di Alessandra Panzavolta. Nel cast, insieme all’attore Mario Brancaccio che interpreta il ruolo di Njegus, scaltro tuttofare impiegato nella cancelleria dell’ambasciata pontevedrina, a dar voce e corpo ai protagonisti dell’operetta si sono alternati nelle recite tra i teatri coproduttori ventiquattro giovani promesse provenienti, oltre che dall’Italia, da Argentina, Lettonia, Bulgaria, Ucraina, Russia e Giappone, selezionati per il percorso formativo di LTL Opera Studio 2015 assieme ai giovani maestri collaboratori Cristina Battistella, Michelangelo Rossi, Stefania Visalli.

A Livorno hanno cantato Carmine Monaco (Mirko Zeta), Alessandra Della Croce / Marika Colasanto (Valencienne), Giuseppe Raimondo / Ricardo Crampton (Danilo Danilowitsch), Valentina Iannone / Anta Jankovska (Hanna Glawari), Yasushi Watanabe / Christian Collia (Camille de Rossillon), Stefano Marchisio (Cascada), Vasyl Solodkyy / Marco Miglietta (Raoul de St-Brioche), Federico Bulletti / Francesco Napoleoni (Bogdanowitsch), Domitilla Lai / Maria Grazia Tringale (Sylviane), Tommaso Quanilli (Kromow), Teresa Gargano / Donatella De Luca (Olga), Alfonso Franco / Artem Tarasenko (Pritschitsch), Alessandra Masini / Giulia Perusi Praskowia).

La recensione : ( domenica 28 febbraio ore 16,30)

La scena si apre e si chiude con una eccezionale e bellissima scenografia realizzata da Giuliano Spinelli, costituita da una enorme scala ruotante sulla quale il regista Fabio Sparvoli ha abilmente ambientato i vari movimenti scenici dove il 'valzer' costituisce il contrappunto sonoro di felicità e drammi personali ed epocali.Di grande efficacia la direzione musicale del maestro Nicola Paszkowski che con autorevolezza ha condotto l'OGI Orchestra Giovanile Italiana ad una valida interpretazione delle musiche di Franz Lehàr, ottima la recitazione di Mario Brancaccio che ha saputo trasmettere al pubblico la sagacia e l'arguzia dell'invadente Njegus.

Buona la recitazione di Anta Jankovska ( Hanna) dotata di una voce già educata e ben impostata, forse da valorizzare con una efficace sistema di amplificazione sonora. Ricardo Crampton è stato oggi il conte Danilo: ottima la presenza scenica.In evidenza anche le interpretazioni canore di Christian Collia ( Camille de Rossillon) e Marika Colasanto ( Valencienne). Sono mancati in parte i balli e le coreografie più struggenti ( e costose nella realizzazione)caratterizzanti la Belle époque parigina, ma i sei ballerini in scena hanno sopperito con grande perizia.Tantissime scolaresche accompagnate dagli insegnanti : forse sarebbe stato utile lo schermo luminoso sul proscenio per seguire il libretto