All review

26 Aprile Apr 2016 2027 26 aprile 2016

A Palazzo Pitti si può vedere fino al 30 luglio il Polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer

  • ...

Adam Elsheimer (Francoforte sul Meno, 16 settembre 1578 – Roma, 11 dicembre 1610) è un pittore tedesco per formazione ma romano per adozione avendo realizzato la maggior parte dei suoi capolavori nella Città Eterna . Una vita molto breve, appena 32 anni, pochi quadri realizzati anche per la sua lentezza nell'esecuzione, in Italia si può vedere solo il suo autoritratto a Firenze presso gli Uffizi.Tutto ciò ha reso poco nota al grande pubblico internazionale ed italiano in particolare la sua grande maestria.Figlio di un sarto, compì la sua prima formazione tra il 1593 e il 1598 nella bottega di Philip Uffenbach a Francoforte influenzata anche dalla pittura di Gillis van Coninxloo e Lucas van Valckenborch.

Dopo aver lasciato la sua città natale arrivò a Venezia, dove lavorò con Hans Rottenhammer, riprendendo da lui il gusto per i dipinti su rame, che mettevano in risalto i valori di trasparenza e levigatezza del colore trattato come uno smalto; uno dei primi lavori è il quadretto con la Sacra Famiglia e angeli del 1599, ora conservato a Berlino, dove si può vedere nella gamma cromatica accesa e a tre colori (azzurro-giallo-rosso) l'influsso delle opere dei Veneti Tiziano, Tintoretto e Paolo Veronese.Nel 1600 si stabilì a Roma dove rimase ininterrottamente fino alla morte. Di questo periodo dovrebbe essere l'Educazione di Bacco (attribuzione incerta), ora conservato a Francoforte, un paesaggio con figure mitologiche, ancora legato alla concezione manierista del paesaggio olandese, derivata da Paul Brill, da lui conosciuto in città. Il suo primo notturno, nonché una delle sue opere di dimensioni maggiori, è la 'Fuga di Enea da Troia' oggi a Monaco, del 1600-1602, ove le figure acquistano una maggiore monumentalità, e si nota quell'attenzione straordinaria per gli episodi minuti e secondari posti in secondo piano e nello sfondo, che resterà una delle sue qualità costanti.In quegli stessi anni si interessò ai contrasti luminosi delle opere del Caravaggio e ai paesaggi di ispirazione classica di Annibale Carracci e del Domenichino, in modo da indirizzare la sua pittura verso composizioni di ampiezza monumentale, come nel Paesaggio con l'Aurora, ora a Braunschweig nell'Herzog-Anton-Ulrich Museum.Altra opera importante è 'il Contento', del 1606-1607, oggi conservato nella National Gallery di Edimburgo ed il paesaggio notturno con la Fuga in Egitto realizzato nel 1609, ora conservato all'Alte Pinakothek di Monaco, considerato il suo capolavoro, ove si ha la prima rappresentazione pittorica conosciuta della Via Lattea.

Morì quasi in povertà e fu sepolto nella chiesa di San Lorenzo in Lucina a Roma, dove nel 2010 è stata apposta una lapide con profilo in bronzo e l'iscrizione che ricorda tra l'altro: 'Nel 1609 dipinse / il cielo stellato / osservandolo / con uno dei primi / telescopi'.

Da martedì 19 aprile fino al 30 luglio, la Galleria delle Statue ospita il Polittico della Santa Croce di Adam Elsheimer. L’importante opportunità di ammirare l’opera è resa possibile in occasione del prestito di due opere di Pontormo della Galleria Palatina allo Städel Museum di Francoforte. Grazie allo scambio, i visitatori di Palazzo Pitti potranno vedere l’opera di Adam Elsheimer ' L'altarolo'(altare portatile) che fu nelle collezioni di Cosimo II dei Medici ; sarà esposto con un corredo didattico che ne illustrerà la storia, la sua dispersione e la sua ricomposizione messa a punto sulla base d documenti di archivio.La mostra temporanea dell’opera è a cura di Matteo Ceriana e Anna Bisceglia ed è inserita nel percorso museale comprendente la Galleria Palatina e la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. “Il prestito del capolavoro di Elsheimer, pittore tedesco che si stabilì in Italia per amore del paese e della sua arte 'afferma Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi ' è un ottimo esempio di una politica di prestito virtuosa con uno dei musei più rinomati dell’Europa transalpina”.

Il piccolo altarolo, composto di dipinti su rame argentato con le Storie della Vera Croce montati entro una cornice architettonica (ora perduta), è ricordato già dai contemporanei come opera di grande qualità compositive e sottilissima esecuzione. Il dipinto, dopo la morte dell'autore nel 1610, passò in seguito nella collezione romana dello spagnolo Juan Peréz nella quale lo vide Agostino Tassi proponendone l’acquisto al Granduca Cosimo II de’ Medici appassionato collezionista anche di piccole, preziose opere fiamminghe. L’opera arrivò a Firenze dopo il 1619 e successivamente si ritrova nelle collezioni dei duchi di Arundel, forse per un dono o uno scambio, il tabernacolo fu smembrato nei secoli seguenti e i pannelli divisi finirono in varie collezioni inglesi.Già in possesso di alcune parti dell’opera, nel 1981 lo Städelmuseum di Francoforte riuscì ad acquistare l’ultimo pezzo mancante, riunendole poi tutte in una cornice che riproduce la struttura dell’originale desunta da un disegno dell’epoca conservato nell’Archivio di Stato di Firenze.Il pannello centrale raffigura l’Esaltazione della Croce in un consesso celeste popolato di santi ed angeli, mentre sullo sfondo è incoronata la Vergine. Esistono, fatto piuttosto eccezionale per l’artista, disegni preparatori per l’opera. Lo sportello centrale è fiancheggiato da sei tavole che illustrano la scoperta miracolosa e la restituzione dell’autentica croce di Cristo secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine.

Correlati